Assisi, Politica

Consigliere Fasulo (F.I.): «Pista ciclopedonale di Assisi: emersi fatti sconcertanti dagli atti. E l’isola ecologica? Sparita dalle carte.»

COMUNICATO STAMPA Il Consigliere Fasulo (Forza Italia): «Pista ciclopedonale di Assisi: e

COMUNICATO STAMPA

Il Consigliere Fasulo (Forza Italia): «Pista ciclopedonale di Assisi: emersi fatti sconcertanti dagli atti. Commissione comunale bocciò il progetto. Il Comune ammise di non avere spazio per bici e pedoni insieme. E l’isola ecologica? Sparita dalle carte. L’Amministrazione chiarisca tutto, subito. I cittadini meritano la verità.»

 

Assisi, 16/06/2026 – A distanza di due mesi dalla richiesta di accesso agli atti, il Consigliere Comunale e Capogruppo di Forza Italia Francesco Fasulo rompe il silenzio e rende pubblici i risultati dell’esame della documentazione — consegnata in modo parziale — trasmessa dall’Amministrazione comunale in merito al progetto del percorso ciclopedonale di Via dell’Isola Romana e Via Ospedale delle Pareti. E i fatti che emergono, dichiara il Consigliere, sono «semplicemente sconcertanti».

Il parere che l’Amministrazione ha taciuto

Dall’esame del parere della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria del 2 settembre 2025 (prot. n. 48899), Fasulo ha scoperto ciò che non era mai stato comunicato ai cittadini: la Commissione Comunale per la Qualità Architettonica e il Paesaggio (C.Q.A.P.) aveva espresso parere contrario al progetto fin dal 28 agosto 2025, auspicando espressamente «la possibilità di ampliare la sede stradale per realizzare un percorso protetto fruibile anche dai ciclisti e non solo dai pedoni». In altre parole: l’organo tecnico del Comune aveva già detto che così com’era stato concepito, il percorso non andava bene.

Parere Soprintendenza

«È gravissimo — dichiara Fasulo — che questo parere negativo non sia mai stato portato a conoscenza dei consiglieri comunali e dei cittadini. La Commissione aveva capito perfettamente il problema: il progetto non garantiva la sicurezza per un uso ciclabile. E l’Amministrazione cosa ha fatto? Ha ignorato il parere e ha proseguito dritta per la sua strada.»

L’ammissione che inchioda il Comune

Ma c’è di più. Per superare il parere contrario della Commissione, il Comune di Assisi — come si legge testualmente nel parere della Soprintendenza — ha motivato la richiesta di autorizzazione paesaggistica ammettendo che «allo stato attuale, non sussistono le condizioni necessarie per procedere con gli espropri funzionali all’ampliamento. Di conseguenza, non è possibile garantire la realizzazione di un percorso di dimensioni adeguate che consenta il transito promiscuo di biciclette e pedoni».

«È la confessione ufficiale del Comune — tuona il Capogruppo di Forza Italia — scritta nero su bianco e inviata alla Soprintendenza. L’Amministrazione ha ammesso che il percorso non ha dimensioni adeguate per bici e pedoni insieme. E allora perché il progetto si chiama “percorso ciclopedonale”? Perché è stato finanziato con i fondi del Ministero del Turismo per i cammini religiosi, che servivano proprio a realizzare percorsi per ciclisti e pedoni? Qualcuno dovrà spiegarcelo.»

Solo pedonale, non ciclabile: il paradosso dell’autorizzazione

Dall’esame del parere della Soprintendenza emerge un altro dato cruciale: l’autorizzazione paesaggistica è stata rilasciata per un «percorso pedonale» (categoria B.11 dell’Allegato B al D.P.R. 31/2017), non per un percorso ciclopedonale. In tutta la documentazione autorizzativa, il tracciato viene descritto esclusivamente come pedonale: «introduzione di un percorso pedonale», «corsia pedonale», «cordolo modulare passacavi per delimitare la corsia pedonale».

«Abbiamo il paradosso perfetto — spiega Fasulo — un progetto finanziato come ciclopedonale, autorizzato come solo pedonale, bocciato dalla Commissione comunale proprio perché non idoneo all’uso ciclabile, e con il Comune che ammette di non avere spazio sufficiente per il transito promiscuo. Manca solo la ciliegina sulla torta. Anzi, c’è.»

L’isola ecologica sparita dalle carte

Né la Relazione Tecnica Illustrativa del progetto né il parere della Soprintendenza né la documentazione fotografica allegata, contengono il benché minimo riferimento all’isola ecologica ubicata lungo il percorso, dove ogni giorno transitano mezzi pesanti per la raccolta dei rifiuti dell’intero Comune di Assisi.

«Com’è possibile — si chiede il Consigliere Fasulo — che la relazione illustrativa descriva l’area come un luogo bucolico frequentato da persone che fanno fitness, omettendo completamente l’esistenza di un’isola ecologica con traffico continuo di camion, automezzi e macchinari? È una dimenticanza, una leggerezza o una scelta deliberata? Chi ha redatto quella relazione sapeva dell’isola ecologica? Se sì, perché l’ha taciuta, quanto meno nella relazione avente un impatto espositivo rilevante? Com’è possibile progettare un percorso senza evidenziare un’opera come l’isola ecologica, per indicarla, invece, su altri elaborati solo marginalmente?»

Il senso unico: disagi per centinaia di cittadini

Tutto questo — ricorda Fasulo — mentre i cittadini subiscono da mesi i pesanti disagi del senso unico imposto dall’Ordinanza n. 74 del 25 marzo 2026, con percorsi alternativi lunghissimi per raggiungere le proprie abitazioni, il “Ponte Rosso” congestionato, residenti e lavoratori pendolari tagliati fuori, e la beffa del doppio senso mantenuto solo in prossimità di alcune proprietà.

«Centinaia di cittadini stanno sopportando quotidianamente code, ritardi, costi aggiuntivi di carburante, stress. E tutto questo per cosa? Per un percorso che la stessa Amministrazione ha ammesso non essere adeguato all’uso ciclabile? Per un’opera che è stata autorizzata come solo pedonale ma finanziata come ciclopedonale? Vale la pena tutto questo sacrificio per una pista che non potrà nemmeno essere usata dalle biciclette?»

Le domande pubbliche all’Amministrazione

Il Consigliere Francesco Fasulo lancia oggi pubblicamente le seguenti domande e chiede che il Sindaco e la Giunta rispondano — questa volta sì — in modo chiaro e davanti a tutta la cittadinanza:

    1. Perché il parere negativo della Commissione C.Q.A.P. non è mai stato comunicato ai consiglieri comunali né reso noto ai cittadini?
    2. Come si concilia un progetto finanziato come “percorso ciclopedonale” dal Ministero del Turismo con un’autorizzazione paesaggistica rilasciata per un percorso esclusivamente pedonale? Non c’è il rischio che il finanziamento debba essere restituito?
    3. Il percorso sarà solo pedonale o anche ciclabile? Se sarà ciclabile, come si garantisce la sicurezza delle bici e dei pedoni in promiscuità, considerato che il Comune stesso ha ammesso alla Soprintendenza di non avere dimensioni adeguate?
    4. Quali verifiche intende fare l’Amministrazione sulla regolarità dell’intero iter progettuale e autorizzativo?
    5. I documenti consegnati in risposta all’accesso agli atti sono tutti, o l’Amministrazione sta trattenendo qualcosa? Perché se i documenti finora emersi rivelano già queste criticità, cosa potrebbe nascondersi in quelli ancora non forniti?

«I cittadini meritano chiarezza, non chiacchiere»

«Io non mi fermo — conclude Francesco Fasulo — perché i cittadini di Assisi meritano chiarezza, non chiacchiere. Sono stato eletto per rappresentarli e per controllare l’operato di chi governa. E da consigliere di strada, abituato ad ascoltare le persone, a raccogliere le loro segnalazioni, a stare nelle frazioni e non nei palazzi, dico che su questa vicenda l’Amministrazione deve rispondere. Subito. Punto per punto. Davanti a tutti. Perché quando un’opera pubblica viene presentata in un modo, autorizzata in un altro, finanziata per una cosa diversa da quella che sarà, e nasconde omissioni gravi sullo stato reale dei luoghi, allora non è più solo una questione amministrativa. È una questione di fiducia tra i cittadini e chi li governa. E quella fiducia, ormai, è appesa a un filo.»

 

 


Francesco Fasulo
Consigliere Comunale di Opposizione
Capogruppo Forza Italia –  Assisi e Frazioni
Consigliere di Strada

 

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