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	<title>coronavirus-lettori &#8211; Terrenostre</title>
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		<title>La testimonianza di Marco Giuliani. &#8220;Attenti alle fake news&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 08:04:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus-lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[E sì, questo 2020 è iniziato con una pandemia così grave che non credo fosse contemplata neanche nelle previsioni più catastrofiche. Per me, che di lavoro dirigo a Bastia la sede italiana di una multinazionale che si occupa di sicurezza informatica e mi ritrovo a viaggiare in Europa e negli Stati Uniti molte volte nel corso dell’anno, non erano proprio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://terrenostre.info/coronavirus-una-finestra-sul-mondo/"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-72692 " src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2020/03/Bandiera-a-mezzasta-giallo.jpg" alt="" width="255" height="49" /></a></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-72833 alignleft" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2020/04/Marco-Giuliani.jpg" alt="" width="332" height="298" />E sì, questo 2020 è iniziato con una pandemia così grave che non credo fosse contemplata neanche nelle previsioni più catastrofiche. Per me, che di lavoro <strong>dirigo a Bastia la sede italiana di una multinazionale</strong> che si occupa di sicurezza informatica e mi ritrovo a viaggiare in Europa e negli Stati Uniti molte volte nel corso dell’anno, non erano proprio i migliori presupposti.</p>
<p><strong>Alla fine di gennaio, sono tornato dalla Florida</strong> con la mia agenda già piena di viaggi da effettuare tra febbraio e marzo e le continue notizie alla televisione “<em>che tanto da noi questa terribile epidemia non sarebbe arrivata mai”.</em> Ero già pronto a ripartire a metà febbraio, quando una brutta influenza mi ha costretto a cancellare i due viaggi già programmati. <strong>Qui in Italia non si parlava di nulla, tutto era confinato alla Cina</strong>, ma a posteriori, ammetto di avere avuto un po’ di preoccupazione per questa influenza così aggressiva che mi aveva colpito e che il mio medico curante teneva sotto controllo, monitorandomi  costantemente, con cadenza quasi giornaliera.</p>
<p>Passato il decorso standard dell’influenza, ho ripreso a lavorare e, <strong>a fine febbraio, sono partito per la Florida</strong>, quando in Italia scoppiava quella che oggi viene definita la crisi peggiore dal dopoguerra. Il Covid-19 era atterrato da noi con tutta la potenza della sua aggressività. Nonostante pareri contrari al viaggio, sono partito insieme ad un mio collega alla volta degli Stati Uniti, un’esperienza che difficilmente dimenticherò, dall’aeroporto, agli occhi delle persone che incrociavo. Ognuno scrutava l’altro con uno sguardo indagatore. <strong>Anche con i colleghi americani l’atmosfera è stata surreale</strong>, qualcuno di loro non ci si è neppure avvicinato per il timore di venire contagiato. <strong>Il 7 marzo</strong>, al ritorno in Italia e dopo aver fatto scalo in vari aeroporti, d’accordo con il mio medico che non ringrazierò mai abbastanza, ho deciso di mettermi in isolamento domiciliare preventivo, sebbene non fossi tenuto a farlo. Di lì a pochi giorni il decreto legge con cui si ordinava il ‘lockdown’  all’intera nazione.</p>
<p>Ormai da 20 giorni viviamo un periodo di isolamento sociale, ma non dai social. Mai come in questo momento gli Italiani stanno scoprendo tutte le potenzialità dei social network per scambiarsi messaggi, fare teleconferenze, videochiamate, organizzare il lavoro e pianificare lezioni di ginnastica e attività motorie; scuole e università proseguono lezioni, esami e sessioni di laurea. Il mondo, così come lo conosciamo, si è trasferito online. Il problema è che se la tecnologia è alla portata di tutti, non tutti riescono a capire le informazioni che vengono veicolate da questi mezzi e a selezionare le truffe dalle informazioni reali.</p>
<p>Così nasce <strong>il problema delle fake news</strong> che qualcuno volutamente invia su Facebook o Whatsapp e che, grazie alla potenza di questi social, vengono amplificate in maniera incredibilmente efficace, causando confusione e, potenzialmente, spostando l’opinione collettiva verso specifici pensieri/idee. Questo è un problema grave per il quale si stanno anche organizzando molti giganti del Web quali Google, Facebook, Microsoft.</p>
<p><strong>Come riconoscere una fake news?</strong> E’ semplice. Se vi arriva una qualsiasi notizia, un link ad un articolo in cui viene svelato qualcosa di cui i giornali non parlano, che i giornali nascondono, qualcosa di eclatante anche mostrando evidenze scientifiche o argomenti di politica, con altissima probabilità è una fake news. Andate a controllare che la fonte della notizia sia verificabile, cercate su un motore di ricerca (Google, ad esempio) quell’informazione che vi è stata svelata, con molta probabilità, già ai primi link, uscirà che è una notizia infondata. Ed è in questo piccolo sforzo che ognuno di noi può fare la differenza, non credendoci subito o lasciando spazio al dubbio. Solo così potremo fermare una catena che altrimenti aiuteremo  a crescere e a diffondersi, rischiando di far cadere altre persone nel tranello di una notizia falsa.</p>
<p>Nota aggiuntiva: <strong>il fatto che la notizia ve l’abbia mandata un vostro carissimo amico non la rende automaticamente vera, </strong>anzi questo è proprio uno dei meccanismi psicologici su cui fanno leva le fake news. Visto che in questo periodo viviamo quasi esclusivamente nel mondo digitale, cerchiamo anche di imparare come essere dei bravi cittadini digitali. Perché, come per la vita reale, anche nel mondo digitale, <strong>siamo tutti co-responsabili della sua sicurezza e della sua vivibilità.</strong></p>
<p>Se avete dubbi su una notizia ricevuta e non sapete se si tratta di una fake news, se volete maggiori approfondimenti o per chiarimenti, potete contattarmi all’indirizzo e-mail <a href="mailto:mgiuliani@live.com"><strong>mgiuliani@live.com</strong></a> oppure tramite <strong>whatsapp 0757824981</strong></p>
<p><em>Marco Giuliani</em></p>
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		<title>Dalla Svizzera la testimonianza di Lucia Olivieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 09:21:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus-lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo: Basilea, 24 Marzo 2020 Un saluto a tutti. A Basilea abbiamo sentito parlare della situazione sanitaria di Wuhan a Gennaio, ma tutto era lontano e poco importante finché, in seguito al diffondersi del contagio in Italia, è stata comunicata la cancellazione del carnevale basilese, il più importante della Svizzera e Patrimonio Unesco dal 2017. La decisione non]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://terrenostre.info/coronavirus-una-finestra-sul-mondo/"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-72692 " src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2020/03/Bandiera-a-mezzasta-giallo.jpg" alt="" width="255" height="49" /></a><br />
Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p>Basilea, 24 Marzo 2020</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-72573 alignleft" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2020/03/Lucia-Olivieri.jpg" alt="" width="348" height="348" />Un saluto a tutti.</p>
<p>A Basilea abbiamo sentito parlare della situazione sanitaria di Wuhan a Gennaio, ma tutto era lontano e poco importante finché, in seguito al diffondersi del contagio in Italia, è stata comunicata la <strong>cancellazione del carnevale basilese, il più importante della Svizzera e Patrimonio Unesco dal 2017</strong>. La decisione non è risultata molto popolare tra i cittadini, alcuni dei quali ho sentito personalmente criticare duramente le autorità con affermazioni del tipo: <em>per un semplice raffreddore…che esagerazione! </em></p>
<p>Molti gruppi hanno comunque partecipato ad una scarna parata inaugurale nonostante la cancellazione.</p>
<p>Nello stesso periodo, la vicina Germania non prevedeva limitazioni di questo genere così che molte persone si sono recate oltre frontiera a festeggiare il carnevale nelle vicine città. Le due settimane a seguire mi sono sembrate lunghe e piene di incertezze perché, nonostante ci fosse qualcosa nell’aria, sembrava che tutto dovesse continuare come di consueto: i treni erano affollati e ristoranti e palestre non sembravano preoccuparsi molto delle nuove norme igieniche. Non si capiva bene se fosse un comportamento esagerato non volersi recare in luoghi affollati, ma l<strong>a cosa peggiore che ho vissuto in ufficio è stata sentirsi infetta in quanto italiana</strong>.</p>
<p>La situazione però si è evoluta rapidamente ed è stata presa sul serio da tutti, senza lasciare altro spazio al razzismo. La Confederazione ha annunciato restrizioni ogni giorno più dure che hanno portato all’attuale chiusura di ristoranti, parrucchieri, luoghi pubblici… L’azienda per cui lavoro, (da 5 anni sono impiegata come Senior Graphic Designer nel quartier generale svizzero della Swarovski) ci ha invitati a lavorare da casa, comunicandoci anche la chiusura del nostro ufficio (550 dipendenti) a Zurigo, a causa di un dipendente risultato positivo. <strong>Ora anche io lavoro da casa</strong>, come facevo già di tanto in tanto. Devo considerarmi fortunata perché, finora, ho potuto svolgere il mio lavoro senza perderlo.</p>
<p>L’incertezza del momento che stiamo vivendo a volte mi fa perdere il sonno e il pensiero va alla mia famiglia che è a Bastia e che io non posso aiutare nel momento del bisogno, ma sono tranquillizzata dai continui contatti telefonici e dal sapere che rispettano le regole stando a casa.</p>
<p>Un saluto e un augurio di rivederci presto, in piazza, a Bastia.</p>
<p><em>Lucia</em><em> </em></p>
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		<title>Dalla Francia, Lorenzo Boriosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 18:05:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus-lettori]]></category>
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					<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo: Saint Vallier sur Rhone (Francia), 21 Marzo 2020 Ciao a tutti, sono Lorenzo Boriosi e vi scrivo dalla Francia dove vivo e lavoro da quasi quattro anni. Dopo una prima esperienza lavorativa in Belgio, ora mi trovo in una cittadina a circa 70 km. a sud di Lione e lungo il fiume Rodano. Lavoro in un’azienda francese]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://terrenostre.info/coronavirus-una-finestra-sul-mondo/"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-72692 " src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2020/03/Bandiera-a-mezzasta-giallo.jpg" alt="" width="255" height="49" /></a></em><br />
Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p>Saint Vallier sur Rhone (Francia), 21 Marzo 2020</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-72519" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2020/03/Lorenzo-Briosi-foto.jpg" alt="" width="400" height="533" />Ciao a tutti, sono Lorenzo Boriosi e vi scrivo dalla Francia dove vivo e lavoro da quasi quattro anni. Dopo una prima esperienza lavorativa in Belgio, ora mi trovo in una cittadina a circa 70 km. a sud di Lione e lungo il fiume Rodano. <strong>Lavoro in un’azienda francese che produce piastrelle,</strong> io seguo la certificazione del prodotto finito, altre certificazioni aziendali per la qualità del processo produttivo, aspetti ambientali legati alla quotidianità dell’azienda ed al rispetto delle autorizzazioni ambientali (nel 2013 mi sono laureato in Chimica Industriale all’Università di Bologna). L’azienda fa parte di un gruppo italiano sassuolese per cui il legame con l’Italia è costante.</p>
<p><strong>In Francia il virus ha iniziato ad espandersi con un ritardo di circa 7/10 giorni rispetto all’Italia</strong>, seguendo le stesse modalità di evoluzione, ma inizialmente non se ne è percepita la gravità forse anche per una minore enfasi mediatica, come se la Francia ne fosse immune. Sul web è circolata l’ironia macabra di chi pensava di essere solo spettatore della vicenda, senza la consapevolezza della sua gravità. Si guardava ciò che succedeva in Cina, ma l’unica notizia di rilievo era quella della costruzione di un ospedale in tempi record. In azienda, veramente, la sensazione del pericolo si è fatta subito sentire, ma era legata, almeno all’inizio, alla presenza degli Italiani che vi lavorano, ovvero al rischio di entrare in contatto con un possibile portatore di virus.</p>
<p><strong>Solo giovedì 12 marzo Macron si è presentato in televisione anticipando le misure restrittive</strong> come la chiusura delle scuole e altri provvedimenti. Ho assistito ad un crescendo di ansia tra i miei colleghi, ma questa ansia era relegata al perimetro dell’azienda, non appena varcati i cancelli, la vita scorreva normalmente, senza troppa preoccupazione, senza capire cosa stesse realmente accadendo.</p>
<p><strong>Solo lunedì 16 marzo la paura è entrata negli animi di molti</strong>, si prevedeva una escalation della situazione come accaduto in Italia. Molti colleghi non si sono presentati al lavoro per la necessità di accudire i figli, altri per paura di entrare in contatto con colleghi con cui si prendeva un caffè fino al venerdì precedente. In questo istante la Francia si è fermata di colpo. La sensazione è che non siamo stati in grado di anticipare il colpo a seguito della diffusione del virus in Cina, ma soprattutto dopo che l’Italia veniva colpita così duramente. L’Europa, tutta, non è stata in grado di reagire per bloccare l’epidemia, come a dire: a me non può succedere.</p>
<p>Cari amici di Bastia, vi saluto con molto affetto e vorrei ricordarvi che il rispetto delle regole imposte in questo momento è importante, permette di salvare noi stessi, tutte le persone che ci sono care e soprattutto lascia la possibilità ai sanitari di curare chi è malato.</p>
<p><em>Vi abbraccio, Lorenzo.</em></p>
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