Politica

Sel Umbria su elezioni regionali 2015.

Un programma di governo dell’Umbria, per unire la sinistra e riprenderci il futuro.

Un programma di governo dell’Umbria, per unire la sinistra e riprenderci il futuro.

1. Unire la sinistra.
Da più parti si moltiplicano gli appelli ad avanzare, in occasione delle prossime elezioni regionali, una proposta unitaria della sinistra umbra: un’unica lista, un programma all’altezza dei problemi, candidature che rendano riconoscibili un orientamento di sinistra ed un radicamento sociale. E’ una proposta giusta, che ci sentiamo di condividere e rilanciare. Tanto più alla luce degli sviluppi recenti: da un lato la vicenda dell’acciaieria di  Terni, che getta una luce drammatica sul futuro della regione; dall’altra le scelte del governo Renzi, protagonista di un duro attacco ai diritti dei lavoratori e alla loro rappresentanza sociale. Entrambe queste vicende segnalano grandi pericoli, ma anche il nascere di una risposta popolare che vede in campo, dopo tanto tempo, donne e uomini in carne ed ossa, stanchi di essere gli unici a pagare il conto della crisi e consapevoli che sono ormai in discussione – oltre alle loro stesse vite – conquiste di enorme significato: in un caso la tenuta della regione, nell’altro un patrimonio di diritti conquistati in una lunga storia di lotte democratiche La Commissione europea continua a ripetere la ricetta degli ultimi vent’anni: taglio della spesa pubblica, svalutazione del lavoro, privatizzazioni. E le scelte del governo italiano, dietro il polverone di demagogia, ne assecondano la sostanza. E dunque occorre un’opposizione politica in grado di dare sponda e sbocco all’opposizione sociale che torna a manifestarsi. Un’opposizione che non si riduca alla sommatoria delle proteste, ma che si sforzi di indicare i contenuti di una svolta, di un’alternativa, e di renderla credibile attraverso i propri comportamenti. Qui sta il nodo, anche in Umbria, della nostra sfida al Partito Democratico: si può essere realisti senza appiattirsi sul presente, si può governare senza tirare a campare, si può cambiare senza porsi al servizio di chi è già potente, si può stare nella modernità senza indossare gli occhiali del pensiero unico.
2. Radicale e riformista: una sinistra utile
Piazza S. Giovanni e la lotta dei lavoratori ternani pongono alla sinistra lo stesso problema: rappresentare con efficacia le ragioni di chi sta in basso, rovesciare le politiche di austerità e dare un futuro decente all’Umbria e al Paese. Ma i numeri sono impietosi, e aiutano a capire la portata dei nostri problemi. Quattro anni fa, nelle elezioni regionali del 2010, le forze variamente collocate alla sinistra del Partito Democratico raccolsero in Umbria 77mila voti. Alle politiche del 2013 le due liste di Sinistra Ecologia Libertà e Rivoluzione civile (l’una in coalizione col Pd, l’altra fuori dalla coalizione) ebbero rispettivamente 16900 e 13300 voti: 30mila in tutto. Nello scorso maggio la lista unica L’altra Europa con Tsipras ha ottenuto poco più di 19mila voti. Un declino di queste proporzioni ci dice che il futuro della sinistra non dipende da espedienti tattici, ma dalla sua capacità di tornare ad essere utile: dando voce a quanti si sentono traditi dalla politica, ma insieme indicando cambiamenti possibili e cominciando a praticarli. Quella che occorre è una sinistra radicale, cioè capace di andare alla radice dei problemi, e riformista, cioè intenzionata a risolverli e non solo a denunciarli. Se non saremo capaci di riannodare il filo che teneva insieme questi due lati del problema saremo condannati a ripetere esperienze che già abbiamo fatto: l’irrilevanza della protesta senza sbocco o quella della subalternità senza autonomia.
3. A sinistra del Pd: una falsa partenza
Alcune tra le voci che propongono di unire la sinistra umbra stanno di fatto già provvedendo a dividerla: da un lato chi sembra avere già scelto di stare comunque in coalizione col Partito democratico, dall’altro chi punta ad aggregare quanti, per le ragioni più diverse, vedono nel Pd il principale ostacolo, e nella opposizione alle sue amministrazioni la via maestra per la ricostruzione di un’area politica della sinistra umbra. Col risultato che in nome dell’ unità si produce divisione, riducendo la discussione ad una sorta di referendum pro o contro il Pd. Noi pensiamo che questa sia una falsa partenza, e che si debba invece partire dai contenuti, e da un’operazione di verità. Solo così, definendo un punto di vista autonomo e condiviso sui problemi dell’Umbria, possiamo sperare di conseguire i due obiettivi che ci proponiamo: unire la sinistra e darci un criterio razionale per valutare la possibilità, o meno, di una coalizione con il Partito democratico. E la prima, decisiva occasione di verifica è naturalmente la vicenda ternana, che richiede un massimo di chiarezza e determinazione: non ci possono essere equidistanze tra le ragioni dei lavoratori e quelle di Thyssen Krupp, né le istituzioni locali possono, in nome della comune appartenenza politica, mancare di esercitare la necessaria pressione critica sulle incertezze del Governo nazionale.
4. Partire dai contenuti: più innovazione, più sostenibilità, più uguaglianza.
Facciamo dunque appello all’insieme dei soggetti organizzati della sinistra umbra perché si rendano disponibili ad un incontro (che potrà avvenire nella nostra sede di Perugia o in qualsiasi altra sede) allo scopo di definire di un comune proposta programmatica, a partire da tre punti: un allarme sui processi che stanno depauperando l’economia della regione e compromettendo la qualità sociale delle nostre città; un giudizio critico e argomentato sulle politiche istituzionali; una piattaforma di “grande riforma” dell’Umbria, da rivolgere all’insieme della società regionale. Un programma di governo dell’Umbria intorno al quale identificare l’autonomia della sinistra e sul quale sfidare il Partito Democratico: quale innovazione di sistema, quali politiche per il lavoro, quale riforma della strumentazione istituzionale, quale ripensamento delle politiche agricole, ambientali e territoriali, quale potenziamento del welfare, quali misure straordinarie di lotta alla povertà. E quale iniziativa per contrastare i tagli, che soffocano le istituzioni locali. In sostanza, proponiamo di darci un programma comune, interloquire insieme con il Partito democratico e insieme decidere se ci sono, oppure no, le condizioni di una coalizione con esso. E’ un compito alla nostra portata, la sinistra umbra può farlo, Sinistra Ecologia Libertà sta provando a fare la sua parte con la campagna “Da sinistra e dal basso” e con la Conferenza programmatica di gennaio 2015. Ma numerose sono le forze, sia culturali che associative che propriamente politiche, che possono contribuire a portarlo a termine, anche in tempi brevi. E’ ad esse, e a tutte le compagne e i compagni che condividono il senso di questo ragionamento, che ci rivolgiamo: convinti che, prima di rassegnarsi ad una divisione che oggi appare già compiuta, si possa provare ad esplorare un percorso comune.
21/11/2014
Assemblea Regionale Umbria Sinistra Ecologia Libertà

2 Comments to “Sel Umbria su elezioni regionali 2015.”

  • franco costantini

    Sono un compagno del circolo sel di Narni, il documento dell’Assemblea Regionale, mi aveva aperto il cuore alla speranza, ho condiviso in tutto l’analisi e la relativa strategia per il futuro, ora a distanza di circa due settimane, come corre il tempo, e le elezioni regionali sono ormai vicine, non sono più tanto certo che il percorso tracciato riusciremo a percorrere, forse neanche a cominciare, vi prego ditemi che non è così, se invece i miei dubbi sono anche i vostri, fate qualcosa dateci gli strumenti per poter lavorare, cordialmente franco costantini.

  • Marco Renzini

    Stiamo facendo esattamente lo stesso percorso indicato in questo documento dell’Assemblea Regionale di Sel. E tutto procede, per quanto ci riguarda, anche in maniera abbastanza veloce. Per entrare nel merito e rispondere più chiaramente sarebbero necessarie delle domande più specifiche e dettagliate. La mia e-mail, per quello che può servire, è renzinimarco@libero.it. Ciao

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