Nella sua introduzione Luigi Tardioli ha ricordato che “la libertà di espressione, sancita dall’Art 21, è un diritto inalienabile per l’essere umano ed è inammissibile che un uomo, come Magdi Allam, per il solo fatto di ribadire la pericolosità dell’islam, debba viaggiare sottoscorta” Tardioli si è poi ritenuto soddisfatto per la risposta della città, affermando che: “Con questo incontro abbiamo dato a tutti un segnale di libertà e civiltà”. Stefano Pastorelli, invece, ha ribadito l’importanza di mettere le persone a conoscenza del problema, presentare spunti di riflessione e, allo stesso tempo, offrire proposte e soluzioni. Dobbiamo tornare alle nostre radici, alle nostre tradizioni, per riscoprire la nostra identità. Solo chi ha un’identità forte e ben definita può confrontarsi con altre culture ad armi pari, altrimenti siamo destinati a soccombere”
“E’ fondamentale – ha spiegato Magdi Allam – comprendere il prima possibile che o salviamo insieme l’unica civiltà al mondo che si fonda e legittima la sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta personale, oppure i nostri figli non potranno più continuare ad essere pienamente se stessi all’interno della nostra casa comune e finiranno per essere sottomessi ad una dittatura islamica che disconosce i valori inalienabili della vita, della dignità e della libertà. L’islam è incompatibile con l’Art. 8 della nostra Costituzione che sancisce che l’ordinamento giuridico della religione non deve essere in contrasto con le nostre leggi e che la religione deve aver stipulato un’ intesa con lo Stato.
30/01/2018
Manuela Puletti


