Le azioni di promozione e marketing turistico in un territorio “locale” spettano “esclusivamente” agli indirizzi del Comune anche se andrebbero armonizzate con le attività regionali per rendere più efficace ed efficiente l’azione di “vendita dei prodotti”.La recente proposta del Comune di Assisi (riportata, in data odierna, da una nota stampa dell’ANSA) denominata “Fertility Room” (le coppie che nove mesi dopo, aver “soggiornato” in Assisi, avranno avuto un figlio/a si vedranno rimborsare il costo della camera per una notte) non appare “pienamente assonnate” con l’immagine di Assisi (città inclusa nelle azioni di comunicazione e marketing della Regione) conosciuta, nel mondo, per gli aspetti storico francescani (soprattutto dal 2013 dopo l’elezione di Papa Francesco), culturali (nascita dell’arte pittorica europea), di armonia con l’ambiente (con il Cantico delle Creature) e benessere nonché di incontro fra popoli e persone.
Claudio Ricci (in una interrogazione propositiva presentata in Consiglio Regionale) domanda alla Giunta Regionale se ritiene, pur nella “totale legittimità” del Comune di Assisi di decidere le azioni di comunicazione che ritiene ottimali, l’iniziativa “Fertility Room” assonante, sul piano dell’immagine di Assisi nel mondo (essendo la città umbra più conosciuta), con le azioni di promozione e marketing turistico che la Regione Umbria sta attivando (l’atmosfera percepita del marchio “Fertility Room” sembra più attinente a Parigi o Rimini, solo per citare due esempi congruenti fra “tipo” di prodotto e immagine).
Ovviamente è chiaro l’obiettivo tecnico di “attivare un incisivo marketing passa parola anche Social Network” (includente anche qualche polemica utile alla promozione) ma la riflessione è sulla delicatezza (per esperienza personale ed errori da me commessi) con cui va utilizzata l’immagine Serafica di Assisi.
17/11/2016
Claudio Ricci


