Claudio Ricci (già Sindaco di Assisi e Consigliere Regionale) interviene sull’istanza di fallimento del CST Centro Studi sul Turismo di Assisi (si auspica un “ricorso” immediato viste le “discutibili” motivazioni e considerando che, negli ultimi dodici mesi, la gestione era tornata “in pareggio”) osservando, a chi utilizza il tema per dialettica politica, che la situazione dipende, purtroppo, dalla crisi che colpisce aziende e anche attività di centri studi e servizi.
Comunque occorre citare il fatto importante, in tema di turismo: il corso di laurea in economia del turismo è stato (grazie al Comune di Assisi e all’Università di Perugia) riattivato, con ampio numero di iscrizioni, a Santa Maria degli Angeli anche riaprendo la sede in Assisi (Palazzo Bernabei) per attività universitarie e di specializzazione.
La crisi del Centro Studi sul Turismo inizia nel 2006/2007 quando sono stati tolti gli 800.000 € (circa) di contributi che arrivavano, da Università degli Studi di Perugia e Regione, su un totale circa 1.2 milioni € di bilancio (quando si toglie “quasi tutto” continuare è molto difficile).
Il Comune ha cercato, per quanto possibile, di sostenere le attività così come tutti gli amministratori del centro studi. Chi parla oggi avrebbe dovuto “contribuire al superamento della crisi” e chiedersi come mai negli anni precedenti al 2006/2007 (in cui c’erano più risorse) non sia stata attivata una maggiore efficienza su gestione e contenimento dei costi generali e del personale.
Comunque l’esperienza del CST Centro Studi sul Turismo “non si estinguerà” (in ogni caso) e certamente i fondatori del 1982 (unitamente a studenti ed esperti, di rilievo nazionale e internazionale, che hanno insegnato, lavorato e studiato al CST) si “ritroveranno” per traguardare il futuro della formazione per l’industria dell’ospitalità nel turismo italiano (foto, proteste e incatenamento, per il CST e il corso di laurea in economia del turismo).


