Claudio Ricci (consigliere regionale dell’Umbria) cita che ricerche, in ambito manifatturiero e servizi legati al Made in Italy, indicano, nell’ultimo periodo, un totale di 121 aziende italiane che hanno “preso la decisione di riportare nel paese di origine le produzioni manifatturiere delocalizzate nei paesi esteri” con azioni che vengono definite di “back reshoring”.Tale attività, qualora sollecitata con specifiche azioni, andrebbe ad attrarre opportunità in termini di sviluppo economico territoriale tutelando anche “identità, valori e creatività” dei luoghi di origine e, in questo caso, dell’Umbria (fenomeno che sembra “non adeguatamente” sviluppato nel Centro Sud d’Italia).
Claudio Ricci (in una “mozione propositiva” presentata in Consiglio Regionale) invita la Giunta Regionale a predisporre un “atto tecnico ricognitivo” (in correlazione con la Prima Commissione dell’Assemblea Legislativa) al fine di “catalogare” la tipologia (in termini di quantità e qualità) della aziende umbre che “potenzialmente” potrebbero (almeno in parte) essere riportate nella Regione (con azioni di “back reshoring”).
Inoltre ai chiede di individuare, per quanto possibile, le “azioni operative” che la Giunta Regionale potrebbe attivare (anche sul piano legislativo), in correlazione con le categorie socio economiche e legate al commercio, per riportare in Umbria le aziende di origine regionale che, attualmente, producono “prevalentemente” all’estero.
17/08/2016
Claudio Ricci
Consigliere Regionale dell’Umbria


