Claudio Ricci (consigliere regionale dell’Umbria) partecipa, con Emanuele Fiorini (consigliere regionale) alla odierna manifestazione (foto, questa mattina) per sottolineareche emergono profili di criticità (e in anche di illegittimità) dell’atto di indirizzo dal comitato di settore della Conferenza delle Regioni nel quale l’Accordo Collettivo Nazionale, per la medicina generale, vorrebbe limitare la “continuità assistenziale” (Guardia Medica che in Umbria include circa 100 “posizioni”) sino alle ore 24.00 (così detto “modello H16”) smistando gli interventi notturni (dalle 24.00 alle 8.00) al servizio 118 con evidente diminuzione dei livelli di assistenza e qualità sanitaria nel territorio nonché creando “rallentamenti per maggiore flusso” nei pronto soccorsi (con le emergenza urgenza).
Il Sindacato dei Medici Italiani (unitamente al Centro Studi Malfatti) hanno promosso, su questo problema, una iniziativa regionale simbolica (marcia Assisi-Perugia, il 23 luglio 2016, con il titolo: “la sanità che ci spetta, non quella che ci aspetta”) per far conosce un “documento tecnico” che, peraltro, mette in luce come in Umbria il 75% di coloro che, nella fascia oraria notturna, ricorrono alla Guardia Medica sono persone che “già assumono farmaci e in età avanzata”, con patologie croniche e riduzione dell’autonomia (sarebbero costretti a recarsi al pronto soccorso o chiamare il 118).
Con specifici atti in Consiglio Regionale si cercherà di promuovere una “audizione”, nel quadro della III Commissione Consiliare, al fine di attivare un “tavolo tecnico regionale” che proponga, alla Conferenza delle Regioni nonché a quella Stato Regioni, una “nuova bozza di Convenzione” che, nel quadro della prossima legge di stabilità finanziaria, preveda “adeguate risorse” per evitare l’eliminazione dell’assistenza territoriale fornita dalla Guardia Medica.
Inoltre si auspica che, fra gli indirizzi generali del nuovo Piano Sanitario Regionale, vi sia la tutela e valorizzazione della Guardia Medica e dei Medici di Base che, insieme ai Distretti Sanitari e al potenziamento dei servizi forniti dalle Farmacie, possono potenziare la “medicina del territorio” fondamentale per incrementare prevenzione, diagnostica “precoce” e assistenza domiciliare (anche legata alle fasi di convalescenza) con ottimizzazione dei “costi complessivi”.
23/07/2016
Claudio Ricci


