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	<title>Francesco Brufani &#8211; Terrenostre</title>
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	<title>Francesco Brufani &#8211; Terrenostre</title>
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		<title>PROGETTARE LA PIAZZA DI BASTIA&#8230; cambiando realmente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Brufani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2022 09:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[EDITORIALE DEL N. OTTOBRE 2022 La storia della piazza di Bastia degli ultimi vent’anni è sotto agli occhi di tutti, a partire dalla graduale scomparsa della sua centralità (con molte attività commerciali in difficoltà). Per gran parte dei commercianti l’organizzazione di eventi culturali casuali, il mercato settimanale e persino il Palio de San Michele producono spesso criticità anziché opportunità. Ma]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-91714" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2022/10/Bastia-Umbra-piazza-mazzini_grafica.jpg" alt="" width="1278" height="945" /></p>
<p><strong>EDITORIALE DEL <a href="https://terrenostre.info/2022/10/terrenostre-ottobre-2022/" target="_blank" rel="noopener">N. OTTOBRE 2022</a></strong></p>
<p>La storia della piazza di Bastia degli ultimi vent’anni è sotto agli occhi di tutti, a partire dalla<br />
graduale scomparsa della sua centralità (con molte attività commerciali in difficoltà). Per gran parte<br />
dei commercianti l’organizzazione di eventi culturali casuali, il mercato settimanale e persino il<br />
Palio de San Michele producono spesso criticità anziché opportunità. Ma la verità è che l’inerzia<br />
imprenditoriale, la liberalizzazione delle licenze, la nascita di centri commerciali anche vicinissimi,<br />
le reiterate crisi economiche, crisi da Covid/Ucraina e la recente attrattività della vicina piazza di<br />
Santa Maria degli Angeli sono realtà che hanno invecchiato e mortificato enormemente il centro<br />
urbano di Bastia.</p>
<p>In queste ultime settimane finalmente un raggio di sole sembra penetrare tra la fitta nebbia <strong>grazie</strong><br />
<strong>al</strong> <strong>PNRR dove sono stati ottenuti dal Comune di Bastia Umbra 3 milioni di euro per la</strong><br />
<strong>ripavimentazione di tutta la piazza</strong>. È stata una piacevole sorpresa, ma visti i tempi limitati per la<br />
sua esecuzione è stato effettuato un progetto in tempi strettissimi per non perdere l’occasione.<br />
Progetto che è stato presentato lo scorso 15 settembre al Cinema Esperia. Ciò ha allarmato un<br />
nascente comitato civico con il fine della qualità della rigenerazione urbana tanto che a tale scopo<br />
ha organizzato un’assemblea civica aperta dal titolo: “Quale piazza per Bastia?” (vedi Terrenostre<br />
n. ottobre, pag. 30&#8230;). L’intento è di migliorare il progetto pubblico presentato.</p>
<p><strong>Da qui emergono alcune domande di riflessione:</strong> Cos’è il bene comune? E che cosa può<br />
significare oggi una cultura pubblica condivisibile? In che modo aprirsi agli spazi della<br />
trasformazione e del progresso? C’è ancora il tempo per recepire le osservazioni e modificare il<br />
progetto? Il centro urbano di Bastia non può essere solo una piazza di “travertino”, ma anche un<br />
luogo di incontro, delle relazioni e socializzazione dell’uomo: qualcosa di vivo, bello, dinamico con<br />
servizi e opportunità per i frequentatori. Bene sarebbe realizzare in futuro una progettazione<br />
condivisa, cercando di superare le tante programmazioni settoriali e parziali. Sono le persone che<br />
fanno le rivoluzioni, ma per farle hanno bisogno di energia, speranza, creatività, luoghi, consensi e<br />
tempi adeguati: solo così la piazza di Bastia può cambiare realmente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MEDIA, SONDAGGI, VOTO: quello che può cambiare davvero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Brufani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2022 12:08:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è stata più di una circostanza, anche nel recente passato, in cui alcuni partiti alle elezioni nazionali hanno fatto il botto, andando ben oltre le aspettative delineate dai sondaggi. La ragione, il più delle volte, è una sorta di “variante” che viene definita spirale del silenzio: si tace il proprio pensiero per timore di essere in minoranza non rispetto all’opinione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="wp-image-90893 alignright" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2022/09/Editoriale.png" alt="" width="371" height="251" />C’è stata più di una circostanza, anche nel recente passato, in cui alcuni partiti alle elezioni nazionali hanno fatto il botto, andando ben oltre le aspettative delineate dai sondaggi. La ragione, il più delle volte, è una sorta di “variante” che viene definita spirale del silenzio: si tace il proprio pensiero per timore di essere in minoranza non rispetto all’opinione pubblica, bensì rispetto a quello che i media mettono in circolo (incidendo sull’opinione pubblica). Poi, invece, hanno spuntato un risultato di parecchio migliore rispetto a quello che i sondaggi attribuivano.</p>
<p>In città molti già pensano di confrontare i dati nazionali pensando che ciò potrebbe ripetersi anche<br />
a livello locale. Si tratta di un grave errore. Prendiamo per esempio Bastia. A livello nazionale il<br />
centrodestra si presenta unito e compatto, a Bastia no. La Lega non fa parte della maggioranza.<br />
Inoltre non sono uguali neanche le persone che rappresentano i rispettivi partiti. Il che non è poco<br />
in un Comune dove il gradimento si concentra attorno alla figura del candidato Sindaco. Certo,<br />
manca ancora un anno e mezzo alle elezioni amministrative e c’è tutto il tempo per rimediare. Un<br />
forte colpo ad un eventuale ricompattamento potrebbe darlo però il centrosinistra.</p>
<p>Si vocifera il ritorno di un grande personaggio del passato in grado di ricoinvolgere l’interesse dei cittadini<br />
bastioli e ciò potrebbe costituire più di una sorpresa.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>TRA ESSERE ED APPARIRE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Brufani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2022 08:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[A volte chi occupa posizioni di potere viene criticato o attaccato attraverso i media oppure subisce minacce personali. Sia negli ambienti pubblici che in quelli privati, non sono solo i “nemici” a tessere la tela dell’auspicato fallimento, ma anche chi assume il ruolo di collaboratore o collega a volte si adopera in tal senso sfoderando competenze attoriali che spesso sfuggono]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="wp-image-89468 alignleft" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2022/05/EDITORIALE_maggio-2022.jpg" alt="" width="219" height="263" />A volte chi occupa posizioni di potere viene criticato o attaccato attraverso i media oppure subisce minacce personali. Sia negli ambienti pubblici che in quelli privati, non sono solo i “nemici” a tessere la tela dell’auspicato fallimento, ma anche chi assume il ruolo di collaboratore o collega a volte si adopera in tal senso sfoderando competenze attoriali che spesso sfuggono alle persone semplici.</p>
<p><strong>Le caratteristiche che accomunano queste persone in genere sono il “porta a porta”, il presenzialismo, un’ipotetica disponibilità e altruismo</strong> con lo scopo di far abbassare le difese di chi hanno di fronte per poi colpire anche pubblicamente il sorriso e l’approccio amicale con le persone da cui vogliono ottenere qualcosa. Consideriamo anche l’atteggiamento di chi semplicemente amministra con la presunzione, spesso socialmente accettata, di mostrarsi come se avesse fatto atti da grande statista. Con il dovuto rispetto per le persone che svolgono onestamente questo lavoro, tutto questo ci fa pensare ad un commerciante che allestisce via via la propria vetrina in base alla clientela del momento. Sembra quasi avere un’intelligenza sociale ben strutturata anche se non proiettata alla positività.</p>
<p><strong>Queste stesse persone con il passare del tempo e il sopraggiungere della maturità anagrafica in genere non cercano di migliorarsi.</strong> Sembrano tarate solo su se stesse, prigioniere di una gabbia che impedisce loro di vedere il mondo con occhi sempre nuovi e sempre stupiti, con l’ingenuità dei bambini e con lo slancio degli adolescenti affamati di vita, di nuove esperienze, di sogni. La democrazia rende l’antagonismo solo apparentemente meno violento. Come ha detto Alda Merini “<em>La mia vita è stata bella perché l’ho pagata cara.</em>”</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>AAA cercasi veri leader&#8230;! Perché spesso vengono assegnate delle cariche a chi non sa fare il proprio lavoro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Brufani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 15:57:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando a qualcuno viene assegnata una carica come presidente, dirigente, direttore generale, responsabile di settore, coordinatore gli viene conferito un potere. Egli ha la possibilità di programmare, prendere decisioni, dare ordini. Ma chi valuta queste persone è in grado di comprendere il vero valore di chi ha davanti? Oppure si decide procedendo per luoghi comuni, supponenza, partecipazione, semplice disponibilità ad]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-88248" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2022/03/leader.webp" alt="" width="960" height="638" />Quando a qualcuno viene assegnata una carica come presidente, dirigente, direttore generale, responsabile di settore, coordinatore gli viene conferito un potere</strong>. Egli ha la possibilità di programmare, prendere decisioni, dare ordini. Ma chi valuta queste persone è in grado di comprendere il vero valore di chi ha davanti? Oppure si decide procedendo per luoghi comuni, supponenza, partecipazione, semplice disponibilità ad apparire per autolegittimarsi? Chi ottiene una carica è un leader?</p>
<p><strong>Il leader indica la meta</strong> e trasmette a ogni livello dell’organizzazione l’importanza, il valore di ciò che si sta facendo, crea entusiasmo e orgoglio, per cui ciascuno mette a frutto la sua intelligenza e impegna le sue migliori energie. Il leader non ha paura di scegliere le persone più creative, dotate di autonomia di giudizio perché sa come gestirle. Il leader tiene costantemente informati tutti i suoi collaboratori con cui si consulta per le decisioni importanti in un clima di rispetto e di armonia.</p>
<p><strong>Purtroppo non tutti riescono a diventare dei veri leader.</strong> Perché si sovrastimano, sono insicuri, si arrabbiano spesso, fanno discorsi e telefonate inopportune a orari strani, sono vendicativi, non riescono a proporsi delle mete elevate, hanno paura di fallire, frenano la creatività. Non danno mai tutte le informazioni come se fossero un segreto prezioso. Non discutono con gli altri, non li consultano, non delegano, danno solo ordini perentori. Quando incontrano qualcuno che ha successo e viene apprezzato, hanno paura che li possa superare, che li possa mettere in ombra e allora lo ostacolano, cercano di sbarazzarsene.</p>
<p>Non sono leader. E così la società non cresce. Non evolve. Non cambia.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Facciamo emergere i giovani talenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Brufani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2022 10:35:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[A Bastia Umbra, Assisi, Bettona e Cannara vi sono imprese con imprenditori, dirigenti e tecnici preparatissimi che lavorano fianco a fianco con le proprie maestranze, formano équipe creative capaci di fornire prodotti eccellenti e risolvono i problemi più difficili per i clienti sparsi in tutto il mondo. Parlando con alcuni di loro, vedendo come reclutano i principali collaboratori, come curano]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Bastia Umbra, Assisi, Bettona e Cannara vi sono imprese con imprenditori, dirigenti e tecnici preparatissimi che lavorano fianco a fianco con le proprie maestranze, formano équipe creative capaci di fornire prodotti eccellenti e risolvono i problemi più difficili per i clienti sparsi in tutto il mondo.</p>
<p>Parlando con alcuni di loro, vedendo come reclutano i principali collaboratori, come curano la loro formazione, mi viene in mente <strong>la Bottega del Verrocchio</strong> dell&#8217;epoca di Lorenzo il Magnifico dove lavoravano e si sono formati Leonardo da Vinci, Botticelli, il Perugino, il Ghirlandaio&#8230; <strong>Una bottega che era una comunità, una scuola, una specie di fabbrica</strong> in cui si produceva pittura, scultura ed oreficeria per tutta l&#8217;Italia e l&#8217;Europa. La ritengo una lezione anche per il presente.</p>
<p>Avendo avuto la possibilità di conoscere molti grandi imprenditori del nostro comprensorio, mi sono reso conto che in queste imprese il cuore e la mente sono formati da <strong>un gruppo di persone selezionate che stanno accanto all&#8217;imprenditore</strong>, lavorano con lui, crescono con lui, imparano con lui e diventano loro stessi imprenditori e formano, con i tecnici e i dirigenti, qualcosa che è anche una scuola e una comunità tesa verso un traguardo. Come avveniva nella Bottega del Verrocchio e come dovrebbe avvenire in ogni altro settore conoscitivo e produttivo, dovunque. Il valore dell’insegnamento che ricevono gli allievi lavorando fianco a fianco dei maestri, creando e producendo insieme a loro è incalcolabile.</p>
<p><strong>EDITORIALE TERRENOSTRE FEBBRAIO 2022 &gt; <a href="https://terrenostre.info/2022/02/terrenostre-febbraio-2022/">leggi il giornale</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Quattro risposte alle domande dei lettori</title>
		<link>https://terrenostre.netdev.tech/quattro-risposte-alle-domande-dei-lettori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Brufani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Dec 2021 11:06:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[• A volte alcuni lettori ci dicono che c’è troppa pubblicità nella nostra rivista &#8211; Non più di quanto basta a coprire le spese. In ogni numero dobbiamo fare i conti con le entrate e le uscite di cassa; • Di scrivere meglio i contenuti degli articoli &#8211; Si fa prevalere la semplicità e comprensibilità popolare; • Con caratteri più]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>• <strong>A volte alcuni lettori ci dicono che c’è troppa pubblicità nella nostra rivista</strong> &#8211; Non più di quanto basta a coprire le spese. In ogni numero dobbiamo fare i conti con le entrate e le uscite di cassa;</p>
<p>• <strong>Di scrivere meglio i contenuti degli articoli</strong> &#8211; Si fa prevalere la semplicità e comprensibilità popolare;</p>
<p>• <strong>Con caratteri più grandi</strong> &#8211; Il problema è riconosciuto, ma non di facile soluzione. La gestione degli spazi e la sintesi delle esposizioni è difficile. Non tutti i collaboratori sono dei professionisti;</p>
<p>• <strong>Maggiore puntualità nella consegna e non sempre arriva</strong> &#8211; Ogni numero di Terrenostre viene stampato in 10mila copie e distribuito in un comprensorio di oltre 60mila abitanti. Questa tiratura non può coprire tutte le abitazioni. Cerchiamo di fare il nostro meglio. In molti palazzi che non aprono le porte a Terrenostre non lasciamo copie neanche nelle cassette delle pubblicità. L’inevitabile realtà è di vederle poi gettate via nella spazzatura insieme alla montagna di pubblicità che si riceve ogni giorno;</p>
<figure id="attachment_85822" aria-describedby="caption-attachment-85822" style="width: 294px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-85822" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2021/12/Francesco-Brufani_Terrenostre_2019.jpg" alt="" width="294" height="447" /><figcaption id="caption-attachment-85822" class="wp-caption-text">Francesco Brufani, direttore Terrenostre</figcaption></figure>
<p>In conclusione noi di Terrenostre siamo d’accordo con le osservazioni fatte, <strong>ascoltiamo i suggerimenti e chiediamo pazienza e fiducia.</strong> D’altra parte in TV e sui social sentiamo peggiori lamentele.</p>
<p>Per vedere meno pubblicità occorrerebbe rispondere al nostro ripetuto invito di abbonarsi a Terrenostre su larga scala. Con soli 20 euro di contributo all’anno, oltre a ricevere puntualmente la rivista nella propria casa, si potrebbero migliorare tanti aspetti e creare opportunità di lavoro per qualche giovane.</p>
<p><strong>Auguriamo ai nostri lettori, collaboratori e inserzionisti Buone Feste.</strong> A questi ultimi, insieme agli abbonati, va un grande ringraziamento per il sostegno concreto che danno al nostro servizio editoriale.</p>
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		<title>Capire la politica è fondamentale. Non è lungimirante nè furbo chi la rifiuta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Brufani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2021 18:09:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[Aspettando il rinnovo dei Consigli Comunali di Assisi e Bettona. &#160; La politica è spesso oscura sebbene ad essa sia legato il futuro delle nostre città.  Molti ritengono che i partiti siano superati perché solo interessati al potere, ai soldi, al consenso, a distruggere l’avversario ad ogni costo anche se a perderci è la cittadinanza. Negli ultimi due anni ci]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-82602" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2021/07/Editoriale-Immagine.jpg" alt="" width="716" height="454" />Aspettando il rinnovo dei Consigli Comunali d</strong><strong>i Assisi e Bettona.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La politica è spesso oscura sebbene ad essa sia legato il futuro delle nostre città.  Molti ritengono che i partiti siano superati perché solo interessati al potere, ai soldi, al consenso, a distruggere l’avversario ad ogni costo anche se a perderci è la cittadinanza.</p>
<p>Negli ultimi due anni ci si è messa di mezzo la pandemia che ha provocato un vero e proprio sconquasso politico in Italia. Nonostante ciò, l’interesse di partito non si è fermato nemmeno di fronte a un nemico pubblico comune. Tant’è che è stato costituito da diverso tempo un Governo di Unità Nazionale.</p>
<p><strong>In ogni caso seguire la politica fa bene. Lo dimostra uno studio americano dell’università del Texas (Focus):</strong> “seguire attentamente la campagna elettorale stimola le aree cerebrali implicate nei processi di attenzione e apprendimento”. Le discussioni politiche, specie se appassionate, insomma, migliorano le facoltà cognitive. Meglio ancora se si è politicamente attivi, cioè se ci si dà da fare per propagandare un’idea in cui si crede o per dare aiuto a un politico che si vorrebbe vedere tra gli eletti. In questo caso le funzionalità del cervello migliorano ulteriormente, proprio a causa del maggior coinvolgimento.</p>
<p><strong>Le prossime elezioni amministrative saranno le prime dopo la pandemia e gran parte dei cittadini non conosce i meccanismi</strong> che consentono l’insediamento di una nuova amministrazione. Non sanno come funziona la politica, qual è il ruolo di rappresentanza, quali sono le competenze di un Consigliere, di un Assessore, di un Sindaco, a quanto ammonta il bilancio comunale, che cos’è un’interpellanza, un’interrogazione o una mozione.</p>
<p>Nel<strong> Comune di Assisi</strong> il sistema elettorale prevede che il sindaco venga eletto con più del 50% dei voti o si va al ballottaggio. <strong>Per Bettona (</strong>comune sotto i 15 mila abitanti) chi prende più voti fa il Sindaco. In fin dei conti si tratta di decidere sul nostro futuro. Scegliere bene è importante.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Piano di recupero ex  Giontella senza fine&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Brufani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2021 09:07:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita]]></category>
		<category><![CDATA[Bastia Umbra]]></category>
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					<description><![CDATA[La “Casa Evolutiva” di Renzo Piano e Peter Rice tra le 6 opere censite delle architetture italiane del secondo Novecento a Bastia L’area (ex CIM) di proprietà della ASL2 era stata acquistata dalla ditta Baldelli dopo aver ricevuto il parere dalla Soprintendenza che il manufatto non presentava interesse culturale. Oggi, dopo 10 anni, a Piano urbanistico definitivamente approvato, per la]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La “Casa Evolutiva” di Renzo Piano e Peter Rice tra le 6 opere censite delle architetture italiane del secondo Novecento a Bastia<br />
</strong></p>
<p>L’area (ex CIM) di proprietà della ASL2 era stata acquistata dalla ditta Baldelli dopo aver ricevuto il parere dalla Soprintendenza che il manufatto non presentava interesse culturale. Oggi, dopo 10 anni, a Piano urbanistico definitivamente approvato, <strong>per la Soprintendenza l’area diventa opera selezionata</strong> sospendendo, di fatto, le opere di urbanizzazione. Allo studio una via d’uscita? Che cosa succederà alle altre cinque opere selezionate?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-81371" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2021/05/Casa-Evolutiva-Renzo-piano-Bastia.jpg" alt="" width="1563" height="591" /></p>
<p><em>“Lo</em> <em>scorso</em> <em>anno</em> <em>&#8230;</em> <em>dopo</em> <em>la</em> <em>demolizione</em> <em>della</em> <em>storica</em> <em>piscina</em> <em>Giontella</em> <em>di</em> <em>Bastia</em> <em>Umbra,</em> <em>sollevammo</em> <em>l’attenzione</em> <em>dei</em> <em>nostri</em> <em>lettori</em> <em>verso</em> <em>la</em> <em>limitrofa</em> <em>struttura</em> <em>dell’ex</em> <em>Cim.</em> <em>Nostre</em> <em>ricerche</em> <em>ci</em> <em>portarono</em> <em>a</em> <em>scoprire</em> <em>che</em> <em>il</em> <em>manufatto</em> <em>è</em> <em>il</em> <em>risultato</em> <em>di</em> <em>un</em> <em>progetto</em> <em>giovanile</em> <em>del</em> <em>maestro</em> <em>Renzo</em> <em>Piano</em> <em>e</em> <em>più</em> <em>precisamente</em> <em>dell’Atelier</em> <em>Piano&amp;Rice</em> <em>avente</em> <em>per</em> <em>titolo</em> <strong><em>La</em></strong> <strong><em>casa</em></strong> <strong><em>evolutiva</em></strong> <strong><em>(1978)</em></strong><em>.</em> <em>Eventi</em> <em>dovuti</em> <em>a</em> <em>circostanze</em> <em>di</em> <em>progresso</em> <em>edilizio</em> <em>sembrano</em> <em>condurre</em> <em>anche</em> <em>questo</em> <em>fabbricato</em> <em>ad</em> <em>una</em> <em>demolizione</em> <em>ragione</em> <em>per</em> <em>cui</em> <em>la</em> <em>nostra</em> <em>rivista</em> <em>decise</em> <em>di</em> <em>mettere</em> <em>a</em> <em>conoscenza</em> <em>la</em> <em>cittadinan</em><em>za&#8230;”. </em>Quanto sopra è l’inizio dell’articolo che il sottoscritto scrisse a pag. 14/15 di Terrenostre nel numero di ottobre 2010 con riferimento all’art. dal titolo: “Architettura e demolizione” pubblicato nel numero di novembre 2009 pag. 18/19. Per l’occasione pubblicammo all’interno delle pagine, lo scambio di lettere avvenuto tra il sindaco Stefano Ansideri e l’architetto Renzo Piano sull’originalità del manufatto. L’articolo si concludeva: “<em>Ma se ne</em> <em>parlerà ancora&#8230;</em>”. Oggi, a distanza di 12 anni, è arrivato il momento.</p>
<p><strong>UN PO’ DI STORIA</strong></p>
<p>Inizialmente il Piano di iniziativa mista di recupero ex Giontella non includeva l’area dell’ex CIM, ma tra la ASL2, proprietaria dell’area, e l’impresa Baldelli, che avrebbe dovuto realizzare il pia- no, si avviò un’interlocuzione che scaturì in un’ipotesi di accordo che prevedeva lo scambio dell’area ex CIM con la realizzazione di una nuova struttura, che sarebbe diventata del- la ASL 2, ubicata in un’al- tra zona del piano. Ne sono testimonianza la richiesta della ASL 2 al Comune di Bastia Umbra (14 luglio 2010) di acquisire informazioni in merito ad eventuali ostacoli alla demolizione degli edifici presenti nella proprietà (Casa Evolutiva di Renzo Piano). A questo si aggiunge la lettera di ri sposta di Renzo Piano al sindaco Stefano Ansideri  (30 agosto 2010), che in un passaggio recita: “<em>L’opera</em><em> fu eseguita secondo gli esecutivi dell’impresa ma in modo difforme rispetto al progetto originale: mi risulta anche che la stessa in seguito fu ampiamente manomessa</em>” concludendo “<em>francamente</em><em> non mi sento di farne una battaglia</em>”.  A seguito della risposta di Renzo Piano, il 17 dicembre 2010, la Soprintendente dott.ssa Anna Di Bene ed il sindaco Ansideri fanno un sopralluogo sull’area e verificano il cattivo stato di conservazione degli edifici. Il 13 ottobre 2011, il Ministero dei Beni e per le Attività Culturali, allora guidato dal prof. Francesco Scoppola, rilascia alla ASL2 un parere in cui si dichiara che l’area individuata “Non presenta interesse culturale”. Alla luce di questo parere, Baldelli acquista l’area che quindi, venne inserita nel piano prevedendo l’abbattimento degli edifici.</p>
<p>Il piano Giontella viene adottato il 28 ottobre 2013 per essere riadottato il 19 ottobre 2017 dopo la VAS  (Valutazione Ambientale Strategica) a cui partecipa- no tutti gli attori interessa- ti tra i quali la Regione, Provincia, Soprintendenza, Usl, Arpa, ecc. A seguito della riadozione dopo la conclusione della VAS, la Soprintendenza, il 23 marzo 2019, emette parere positivo sulle opere di urbanizzazione, riservandosi di verificare i progetti esecutivi. L’Amministrazione comunale di Bastia approva il piano Giontella definitivamente il 27 novembre 2020. Un protocollo piuttosto lungo, ma che alla fine mette il sigillo ad un recupero industriale di notevole valore urbanistico della città di Bastia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-81413" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2021/05/Renzo-Piano.jpg" alt="" width="1417" height="945" /></p>
<p><strong>TUTTO FINITO? FORSE NO.</strong></p>
<p>In seguito al recente inserimento della Casa Evolutiva di Renzo Piano e Peter Rice nel “Censimento nazionale delle architetture italiane del secondo Novecento”, tra le opere selezionate, la Soprintendenza (Direzione generale archeologia, Bel- le Arti e Paesaggio dell’Umbria), a piano definitivamente approvato, avvia un procedimento di apposizione del vincolo. Una scelta tardiva visto il pare- re espresso in precedenza? L’argomento in discussione, siamo sicuri, avrà un seguito. Il primo è capire perché durante le adozioni del 2013 e del 2017, né la Soprintendenza, né nessun altro, fece osservazioni e perché nel 2019 è stato emesso parere favorevole sulle opere di urbanizzazione le quali, con tutta evidenza, prevedevano la demolizione? In seguito al- l’avvio del procedimento per un’eventuale apposizione del vincolo sull’area in questione l’iter edilizio è stato momentaneamente sospeso in attesa della decisione della Soprintendenza. Se prevarrà il “non interesse culturale” la Casa Evolutiva di Renzo Piano verrà inevitabilmente abbattuta, se prevarrà il vin- colo si salverà. A questo punto la proprietà dovrà rinunciare a un diritto acquisito mediante un’approvazione pubblica? Chi dovrà intervenire finanziariamente alle spese di ristrutturazione e salvaguardia del- l’opera? Che cosa succederà alle altre cinque opere selezionate a Bastia?</p>
<p><strong> <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-81412 alignleft" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2021/05/Stefano-Ansideri-©Terrenostre.jpg" alt="" width="312" height="408" /></strong></p>
<p><strong>NE PARLIAMO CON L’EX SINDACO STEFANO ANSIDERI</strong></p>
<p><strong>Come interpreta il ripensa</strong><strong>mento </strong><strong>della Sovrintendenza sulla Casa Evolutiva di Ren</strong><strong>zo Piano?</strong></p>
<p>Intanto ringrazio per avermi coinvolto per un fatto che in cuor mio ritenevo ormai definito e chiuso e sul quale avrei, comunque, espresso il mio pensiero una volta venuto a conoscenza della sua riesumazione. Interpretare il pensiero della Sovrintendenza, di riforma del parere manifestato circa 10 anni fa, è cosa impossibile, ma forse da includere in una scellerata quanto deprecabile mancanza di certezza del di- ritto, fatto tutto italiano, che investe ed interessa ogni ambito civile ed economico del- la nostra Società. Premetto che per l’attività professionale che svolgo, ho un’abitudine quasi maniacale al rispetto scrupoloso delle norme, cosa che ho fatto anche durante i 10 anni come Sindaco della mia Città; in questa ottica è da inquadrare la mia azione intrapresa nei confronti della Dirigenza di allora della Sovrintendenza, alla quale non opposi semplicemente la mia contrarietà, ma mostrai, con un sopralluogo insieme all’Arch. Anna Di Bene e con documento scritto ed autografato dall’Archistar Renzo Piano (molti forse conoscono lo scambio epistolare intercorso), quanto scarso valore avesse il manufatto non solo per le precarie condizioni in cui incuria ed abbandono lo avevano ridotto, ma perché non conforme al progetto originale. Sono un osservatore rispettoso e affascinato della Storia e dell’Arte, ma in questo caso ritengo inopportuno il desiderio di tutela caldeggiato anche da un mio con- sanguineo (per il quale nutro affetto e stima) e pochi altri, seppur di indiscussa preparazione e passione. Io non ho cambiato idea, spero sia lo stesso per la maggioranza che ha sorretto le mie Amministrazioni e per gran parte l’attuale.</p>
<p><strong>Cosa</strong> <strong>ne</strong> <strong>pensa </strong><strong> </strong><strong>di</strong> <strong>un</strong> <strong>even</strong><strong>tuale investimento pubblico da parte del Comune di Bastia per favorire l’operazione? </strong></p>
<p>Il mio pensiero nella risposta alla prima domanda non lascia in- travedere, per quanto mi riguarda, spiragli di possibilità di intervento diretto da parte del Comune, avendo chiaro l’uso che in alter- nativa potrebbe essere fatto delle sempre più scarse risorse economiche a disposizione. Ovviamente mi astengo dall’interferire, avendo rispetto dell’autonomia dell’Amministrazione e della non indispensabilità di andare in continuità con le precedenti, seppure dello stesso colore.</p>
<p><strong>Quanto pensa possa costare un’operazione di recupero degli edifici e quale funzione potrebbero avere per il territorio?</strong></p>
<p>Non ne ho idea, ma credo sia molto costosa: alla in- gente spesa relativa alla sistemazione strutturale, si dovrebbe aggiungere il costo del terreno sul quale insistono “le casette” con un’ulteriore area a servizio delle stesse. Rispetto alle funzioni che potrebbero avere per il territorio&#8230; ci sarebbe tanto spazio per la fantasia, tenendo sempre in conto il rapporto costi benefici. Il pericolo, non re- moto, è che questo inatteso quanto inopportuno intervento della Sovrintendenza possa determinare un ulteriore ritardo alla sistemazione complessiva dell’area, il cui progetto è stato già definito ed approvato in termini di contenuti urbanistici e di servizi a favore dell’intera Comunità.</p>
<p><strong>ARTICOLO PUBBLICATO SU <a href="https://terrenostre.info/2021/04/terrenostre-aprile-2021/">TERRENOSTRE – NUMERO DI APRILE 2021</a></strong></p>
<p><strong>Per saperne di più:</strong></p>
<p><strong><em>www.architetturecontemporanee.</em></strong><strong><em>beniculturali.it &gt; <a href="http://www.oicosriflessioni.it/2018/12/14/renzo-piano-e-peter-rice-casa-evolutiva-bastia-umbra/" target="_blank" rel="noopener">http://www.oicosriflessioni.it/2018/12/14/renzo-piano-e-peter-rice-casa-evolutiva-bastia-umbra/</a></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Loro non mi hanno chiamato negro”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Brufani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 07:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[28 aprile 1967 &#8211; Muhammad Ali rifiuta l’arruolamento per il Vietnam e combatte contro gli USA l’incontro più difficile della sua vita. Il comunicato stampa di Cassius Clay con cui spiegò il motivo della sua decisione. “La mia coscienza non mi permette di andare a sparare a mio fratello o a qualche altra persona con la pelle più scura, o]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>28 aprile 1967 &#8211; Muhammad Ali rifiuta l’arruolamento per il Vietnam e combatte contro gli USA l’incontro più difficile della sua vita.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-80888 alignright" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2021/04/Muhammad-Ali.jpg" alt="" width="360" height="446" />Il comunicato stampa di <strong>Cassius Clay</strong> con cui spiegò il motivo della sua decisione.<br />
<em>“La mia coscienza non mi</em> <em>permette di andare a sparare</em> <em>a mio fratello o a</em> <em>qualche altra persona con</em> <em>la pelle più scura, o a gente</em> <em>povera e affamata nel fango per la grande e potente America. E sparargli per cosa? Non mi hanno mai chiamato ‘negro’,  mi hanno mai linciato, non mi hanno mai attaccato con i cani, non mi hanno mai privato della mia nazionalità, stuprato o ucciso mia madre</em> <em>e mio padre. Sparargli per cosa? Come posso sparare a quelle povere persone? Allora portatemi in galera. Siete voi il mio nemico, il mio nemico è la gente bianca, non i Vietcong i cinesi o i giapponesi”.</em></p>
<p>Nello stesso momento di fronte a una folla di giornalisti e persone bianche: <em>“Siete voi i miei oppositori</em> <em>se voglio la libertà, Siete voi</em> <em>i miei oppositori se voglio</em> <em>giustizia. Siete voi i miei oppositori</em> <em>se voglio uguaglianza.</em> <em>Voi non mi sosterrete mai in America per il mio credo religioso.<br />
E volete</em> <em>che vada da qualche</em> <em>parte a combattere. Ma difenderete</em> <em>mai voi me qui a</em> <em>casa?”.</em></p>
<p>Il <strong>28 aprile 1967</strong>, cinquantaquattro anni fa, Muhammad Ali <strong>rifiuta di combattere nella guerra del Vietnam</strong>, dichiarandosi pubblicamente obiettore di coscienza, e per questo viene arrestato, accusato di renitenza alla leva, privato del titolo di Campione del Mondo dei pesi massimi e della licenza per combatte-re sul ring.</p>
<p>Una scelta coraggiosa sotto tutti i punti di vista: prima di essere riabilitato passeranno tre anni e sette mesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Non temo né morte né dolore, temo la gabbia, stare dietro le sbarre&#8230;&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Brufani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 11:12:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[“Non temo né morte né dolore, temo la gabbia, stare dietro le sbarre finché l’abitudine e la vecchiaia le accettino e ogni occasione di valore sia diventata un ricordo o un desiderio” Il Signore degli anelli L’arte, l&#8217;invenzione, creare, il successo spesso passano attraverso una crisi. Ci sono delle persone che, nel corso della loro vita, non cambiano modo di]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Non temo né morte né dolore, temo la gabbia, stare dietro le sbarre finché l’abitudine e la vecchiaia le accettino e ogni occasione di valore sia diventata un ricordo o un desiderio”<br />
</strong><em>Il Signore degli anelli</p>
<p></em></p>
<p>L’arte, l&#8217;invenzione, creare, il successo spesso passano attraverso una crisi. Ci sono delle persone che, nel corso della loro vita, non cambiano modo di pensare, di sentire, talvolta nemmeno lavoro. Fanno una vita prudente, regolare, dove tutto viene tenuto sotto controllo, senza rischi, senza colpi di testa, in cui il bisogno di emozione e di passione vengono soddisfatti ascoltando musica, guardando una partita o un talk show. Questo tipo di persone, qualunque attività facciano, hanno poche probabilità di diventare creativi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-80178 size-full" src="https://terrenostre.netdev.tech/wp-content/uploads/2021/03/editoriale_marzo_2021-scaled-1.jpg" alt="" width="2560" height="1453" /></p>
<p><strong>Il cambiamento, l&#8217;innovazione, le creazioni</strong> maturano sempre nel bisogno, nella sofferenza, nel disagio, nella solitudine. “I disturbati creano” (Sigmund Freud). In questo particolare momento della nostra vita sono tanti che non sopportano più di vivere rinchiusi sentendosi prigionieri. Quando si tornerà liberi, chi avrà il coraggio di mettere in gioco tutto se stesso, rischiando anche di fallire, potrà raggiungere per primo traguardi impensabili, rinascere. Chi mette in moto un’idea, un movimento in grado di dare alla gente una nuova fiducia, una dignità e una meta, può farlo se quella disperazione, quella rivolta la vive dentro di sé.</p>
<p>Ci sono molte persone che sono diventate grandi in un passato vicino a noi, che si sono sacrificate, che hanno dimostrato coraggio e che ci hanno lasciati turbati provocando mutamenti imprevedibili in apparenza folli.</p>
<p>Hanno <strong>cambiato la loro vita dal grigio al colore, per se stessi e per gli altri.</strong><br />
Queste persone sono rare e per questo vanno sempre tenute in doverosa considerazione.</p>
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