Per dare la necessaria chiarezza, intanto la definizione di rifugiati non risponde allo status delle persone presenti sul nostro territorio.
Lo schema allegato dà proprio l’evoluzione dello status e delle possibili collocazioni dei migranti richiedenti asilo.
I migranti, appena sbarcati (via mare) o intercettati (via terra) sul territorio nazionale, una volta identificati, se non possono presentare richiesta di asilo vengono ospitati nei CIE in attesa di essere espulsi dal territorio nazionale.
Chi invece ha la possibilità (per provenienza o condizione) di presentare richiesta di asilo viene destinato ai centri CAS o SPRAR.
Le persone, ospiti temporanei, nel territorio del nostro comune sono appunto all’interno di centri CAS in attesa di sapere se la loro domanda di riconoscimento di status di rifugiati sarà accolta.
Non sono attivi nel nostro comune progetti di accoglienza di tipo SPRAR.
Per quanto riguarda la congruità del numero di migranti accolti, il piano stilato nel 2016 dal ex Ministro dell’Interno Angelino Alfano, d’intesa con l’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), per facilitare la equa redistribuzione dei richiedenti asilo sul territorio nazionale, prevede una media di due – tre migranti per ogni mille abitanti, quindi Assisi con i suoi 28.000 abitanti e gli 83 accolti, si colloca sulla media di circa tre ogni mille abitanti, né tanti né pochi ma sul valore indicato come equo dal Ministero degli Interni.
E’ giusto inoltre dire che ai comuni ospitanti, viene riconosciuto un piccolo incentivo di circa 50 centesimi al giorno a migrante, a titolo di spese generali, per non far gravare sui cittadini gli oneri generici delle aumentate presenze sul territorio.
I migranti ospiti della Caritas nei CAS sono impegnati giornalmente in attività formative ed in piccoli progetti ed alcuni di loro hanno dato la disponibilità a partecipare al progetto che attraverso una convenzione stipulata nel novembre 2016 tra Comune e Caritas Diocesana, prevede l’utilizzo gratuito dei migranti per lavori socialmente utili.
Vi sarà certamente capitato di incontrare gli operai del comune in compagnia di alcuni ragazzi non italiani mentre puliscono le forazze della fognatura o attività simili.
Certamente non è da tutti offrire la propria opera gratuitamente così da esprimere riconoscenza per l’accoglienza ricevuta!!
Assisi è una città dalla vocazione e dalla visibilità internazionale, città della pace, del dialogo dell’accoglienza.
Questi non possono essere valori e parole di cui ci fregiamo quando ci serve, salvo poi girare le spalle quando bisogna rendere concrete le parole e dimostrare di vivere i valori con fatti concreti.
Accogliere chi scappa dalle guerre, dalla povertà, dalla siccità e dalla desertificazione, rappresenta un dovere civico per tutti, a cui una città come la nostra non può certamente sottrarsi.
Proprio per la sensibilità di questa amministrazione e per i valori che facciamo pienamente nostri, sono stati avviati contatti con UNICEF, che è venuto a visitarci, per strutturare un progetto di accoglienza di minori non accompagnati, di tutte le condizioni certamente la più fragile e sensibile.
Caritas Diocesana ha espresso il desiderio che il Sindaco e tutto il consiglio comunale venga a visitare i centri di accoglienza dislocati nel territorio comunale per conoscere le persone accolte e toccare con mano il lavoro che viene svolto.
Come dice il consigliere Fioroni “un’ultima curiosità” e precisazione, nel comune di Bastia in realtà ad oggi sono ospitati da Caritas per ora 7 Migranti, 3 uomini e 4 donne, mentre al 31/12/2016 erano 5 uomini.
I consiglieri di Assisi Domani :
– Cardinali Giuseppe
– Paolo Sdringola
– Carlo Migliosi
Carlo Migliosi


