“Tutti i cittadini di Capodacqua devono sapere…”, si tratta dell’ennesimo scritto sulla questione della struttura polivalente gestita dalla Pro Loco di Capodacqua. Situazione da qualche tempo portata alla conoscenza pubblica da un certo Antonio Tribbolati – così si è firmato nelle varie lettere inviate al Comune e regolarmente protocollate, ma sconosciuto all’anagrafe comunale – che, seppure con un linguaggio e una scrittura, secondo noi fintamente sconclusionata, ha dimostrato un’ottima conoscenza di particolari anche tecnici! Come è altrettanto singolare che un consigliere di opposizione tenti a più riprese e in tutti i modi di ergersi a “difensore della patria”, interrogandosi sul futuro delle strutture della Pro Loco di Capodacqua.
Parafrasando una fede calcistica e riprendendo una citazione preme evidenziare che “… il mondo non è tutto BIANCO o tutto NERO ovvero BIANCONERO …”!
Le lettere inviate mettono in evidenza una dolorosa vicenda che ha duramente colpito la comunità di Capodacqua, ferendo l’unica realtà di aggregazione civica presente sul posto qual è, appunto, la struttura coperta polivalente del centro sportivo parrocchiale, che non merita certo la speculazione mediatica da parte di nessuno, anche perché, quando un’intera comunità dedica volontariamente negli anni le proprie forze alla realizzazione di un desiderio o di un sogno della comunità stessa, lo fa sicuramente e solamente in buona fede!
Questi i fatti: su segnalazione di lettere giunte all’Ufficio Contezioso Edilizio ed Energia del Comune di Assisi, dopo vari sopralluoghi ed accertamenti, sono state riscontrate anomalie e difformità, rispetto al progetto originario di costruzione, di strutture presenti su una particella di circa 1700 mq di proprietà della Parrocchia di S.Apollinare in Capodacqua e gestite dalla locale Pro Loco che, con una specifica convenzione datata 2005/2006 con la stessa Parrocchia e con il Comune di Assisi, s’impegnava a gestirla per trent’anni assicurandone un uso pubblico in quanto riconosciuta, già dalle amministrazioni dell’epoca, quale struttura con “… finalità di interesse pubblico …”.
A seguito di specifica ordinanza comunale, alcuni piccoli manufatti non conformi sono stati rimossi, mentre non è stata possibile la rimozione nei termini della struttura polivalente con annessi cucina e servizi. Vero è che dalla sua demolizione sarebbe comunque derivato un grave danno, anche economico, non solo per la comunità di Capodacqua, come evidenziato in due assemblee pubbliche indette dal Parroco, ma anche per l’intera collettività per motivi che si diranno in seguito.
Siffatta situazione ha, tuttavia, obbligato il Comune, ai sensi dell’art.31 del DPR 380/2001 e dell’art. 143 della legge regionale 1/2015, all’acquisizione ex-lege al patrimonio comunale della struttura, dell’area di sedime e dell’area immediatamente prospicente per un totale, appunto, di circa 1700 mq.
Tale acquisizione è risultata essere strategica per il Comune in quanto adiacente alla già esistente area comunale di protezione civile realizzata ad opera dell’esercito americano nell’immediato post terremoto del 1997 e durante la quale furono rinvenute anche alcune tombe vecchie di molti secoli.
La struttura polivalente così acquisita, capace di fornire con immediatezza circa 500 pasti in due ore, annessa all’area già destinata e attrezzata ad ospitare moduli abitativi di emergenza e altri spazi, rappresenta al contempo, un formidabile sito di protezione civile unico in Umbria e un adeguato spazio polivalente di aggregazione e di socializzazione per l’intera comunità locale.
Proprio sulla base di tali permeanti e fondanti elementi, atteso che le strutture non contrastano con alcun rilevante interesse ambientale e urbanistico, il Consiglio Comunale nella seduta odierna ha deliberato di riconoscerne, appunto, la pubblica utilità.
13/06/2018
Giuseppe Cardinali, capogruppo in Consiglio comunale della lista civica Assisi Domani


