Quando si avvicinano le elezioni comunali, il cittadino comune e, a maggior ragione, chi sia impegnato in politica, deve decidere se rinchiudersi nel suo particolare, perché ci sono la famiglia, il lavoro, gli amici che richiedono attenzione, o dedicare il proprio tempo a costruire un domani migliore dell’oggi: la scelta diventa obbligata, se si riesce a costruire un progetto nuovo per la Città in cui si vive e vivono i tuoi figli.
Per guardare al futuro, rifuggendo il nuovismo di maniera, abbiamo proposto agli organi direttivi del PD un percorso in cui far confluire le migliori ispirazioni delle tradizioni cattolico – democratica e progressista, per dare sostanza ad alcune fondamentali esigenze:
– mettere da parte le divisioni interne e le questioni personali per ritrovare la logica dello stare insieme;
– rimuovere le cause di una prassi politica distorta volta alla ricerca ossessiva del potere e votata al più becero consociativismo;
– valorizzare il ruolo guida del partito come sintesi di insiemi e non come somma dei singoli eletti;
– promuovere la partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche come antidoto alle pressioni delle oligarchie e dei gruppi di potere.
Tutto ciò nel pieno rispetto di regole condivise e sulla correttezza dei comportamenti all’interno del partito e delle istituzioni.
Fattore coagulante per creare la malta politica dall’incontro di diverse esperienze e modi di sentire, non poteva che essere un candidato sindaco di rilevante spessore personale: perciò abbiano chiamato in campo la freschezza, la competenza, la competitività elettorale di Stefania Proietti, che ha accettato di mettersi alla guida della coalizione formata dalla lista civica di Assisi Domani, dal PD e dalla lista dei Cristiano Riformisti, nella certezza che le idee innovative ed i dettami programmatici portati all’attenzione della città possano realizzare il salto di qualità, non più procrastinabile, per creare una nuova classe dirigente per Assisi che realizzi un progetto di città socialmente ambizioso, moralmente forte e amministrativamente utile per tutti i cittadini.
Per il PD, rinunciare a questa prospettiva avrebbe significato rinunciare ad essere un partito e a svolgere responsabilmente il proprio ruolo, riconsegnando la città ad un’altra improvvisata amministrazione di centrodestra, il cui cemento è solo il potere.
Far nascere un progetto e non lavorare per realizzarlo è però da ignavi: per questo ho deciso di continuare a impegnarmi a favore di Assisi, presentandomi di nuovo alle elezioni comunali, pur avendo già rivestito in passato ruoli amministrativi.
Ho deciso, quindi, di metterci la faccia, a ciò spinto dalla ferma convinzione dei miei ideali, per contribuire dopo quattro lustri ad una vittoria delle nostre idee, sempre all’insegna del senso più alto di fare politica. Metto l’esperienza maturata in anni di militanza al servizio delle donne e degli uomini che affrontano per la prima volta la competizione elettorale, a difesa della legalità e della trasparenza, per contrastare coloro che vivono la politica per cercare “posti” da occupare, anche con comportamenti obliqui e opachi. Penso che la mia candidatura rimetta al centro la sobrietà, la serietà e la dignità della politica ed è il segno di una leadership plurale e collettiva, in cui la visibilità e l’autorevolezza di un gruppo dirigente richiama quella di ogni suo singolo componente e viceversa.
Sarà per il mio legame profondo e viscerale con la città di Assisi che da sempre coltivo un sogno: restituire a questo meraviglioso angolo di mondo il ruolo che si merita e che gli spetta di diritto.
Ed è per questo che oggi mi schiero dalla parte di Stefania Proietti, ognuno con le proprie idee, ma con la ferma convinzione di far parte di un progetto condiviso, che metta al centro dell’azione politica le persone, con le loro esigenze e i loro diritti.
Tutto questo sembra scontato, ma a ben vedere rappresenta quasi una rivoluzione, l’opportunità di reale cambiamento per la nostra città.
Il mio impegno è quello per una politica concreta, attenta ai piccoli quanto ai grandi bisogni del cittadino, ed ora più che mai solo chi conosce il territorio, lo ama, lo ascolta, si confronta con le sue realtà, la sua crisi e drammaticità, chi cerca di trovare soluzioni se pur piccole, ma realizzabili, può impegnarsi con e per Assisi.
17/05/2016
Franco Matarangolo


