Assisi, Cultura

Graziano Piazza e Viola Graziosi in “Intervista” di Theodor Holman venerdì 18 Marzo 2016 alle ore 21:15.

Il 18 Marzo alle ore 21:15 il Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi, ospiterà per la p

Il 18 Marzo alle ore 21:15 il Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi, ospiterà per la prima volta due fuoriclasse del panorama teatrale italiano: Viola Graziosi  e Graziano Piazza (che firma anche la regia dello spettacolo) in “Intervista”, adattamento dell’omonimo film di Theo Van Gogh e di Steve Buscemi per Hollywood. Due sgabelli, la luce fioca di qualche candela e poi il segreto, l’anima di uno spettacolo che indaga nella psiche umana, nei sogni e nei desideri, nei lati oscuri dei due protagonisti.

Pierre Peters, grande reporter, è costretto, suo malgrado, ad intervistare una giovane star della fiction televisiva, la bionda e apparentemente inconsistente Katya. L’incontro tra i due inizia in maniera disastrosa e degenera rapidamente in una sorta di battaglia spietata. Scontro a porte chiuse che attraverso l’analisi sottile delle reazioni psicologiche di ognuno mette in luce una descrizione precisa del mondo interamente teatralizzato che creano quotidianamente i media. Non si distingue più la verità dalla menzogna, né il vero dal falso. Lui sembra appartenere alla cruda realtà, mostrando le ferite procurate dalla guerra. Lei pare non avere nulla di vero, vantando le sue tette finte e la capacità di piangere a comando, ambasciatrice di una cultura pop ai limiti del trash. La lotta dei sessi è anche guerra di culture e classi. Ciascuno rimane fedele ai propri pregiudizi generazionali e al proprio milieu professionale.

Di chi fidarsi quando si assiste al loro confronto? Chi dice il vero? La pièce diventa una disperata ricerca degli ultimi rimasugli di inter-vista “tra” esseri umani; zona grigia “tra” verità e menzogna; trincea in cui il giornalista esplora il territorio femminile con le modalità ciniche di un corrispondente di guerra, a cui l’attrice risponde con le armi della seduzione fino a scardinare in lui le più oscure realtà.

 

Premio “Adelaide Ristori” a Viola Graziosi come miglior attrice del Mittelfest 2013 per lo spettacolo “Intervista”

 

Dal cinema al teatro

Theodor Holman è un giornalista, sceneggiatore e presentatore olandese. Ha studiato lingua olandese e Storia presso l’Università di Amsterdam. E’ stato redattore del giornale satirico studentesco Propria Cures.

“Intervista” è un adattamento teatrale dell’omonimo film di Theo Van Gogh girato in Olanda nel 2003, che vedeva come protagonisti gli attori Katja Shuurman e Pierre Bokma. Prima di essere assassinato da un fondamentalista religioso, Theo Van Gogh sognava di sbarcare in America e girare un remake di tre dei suoi film con attori internazionali. Per celebrare la sua memoria e il suo lavoro i produttori Bruce Weiss e Gijs van de Westelaken hanno messo in pratica quell’aspirazione, “reclutando” tre registi e attori americani. Il primo film di questo progetto a debuttare sullo schermo è “Interview” di Steve Buscemi, regista e interprete accanto a Sienna Miller.

L’adattamento teatrale è adesso tradotto in varie lingue tra cui inglese, francese e tedesco. In Germania, per esempio, questo testo è attualmente rappresentato in una ventina di produzioni diverse, con un grandissimo successo di pubblico, mentre quest’anno debutterà un produzione francese.

 

Dalla rassegna stampa

 

La prima idea che viene in mente assistendo a “Intervista” di Theodor Holman (dal film di Theo Van Gogh), che il regista Graziano Piazza ha messo in scena e interpreta con Viola Graziosi a Mittelfestè quella di un ring sul quale si svolge un duello fra un uomo e una donna, non privo di colpi bassi.

(Nico Nanni – Il Gazzettino del Friuli)

 

Un piccolo gioiello del teatro contemporaneo questa messinscena del testo che Theodor Holman ha tratto dall’omonimo film di Theo Van Gogh.

(Paola Pini – TEATRO.ORG)

 

Il dramma di Theodor Holman è approdato a Mittelfest nella resa di Graziano Piazza, regista e interprete (insieme a Viola Graziosi) di una pièce che scandaglia il confine – spesso labilissimo – tra verità e finzione, gli abissi della mente, le paure e le fragilità di ogni essere umano.

(Lucia Aviani – Messaggero Veneto)

 

Una partita a due senza esclusione di colpi, giocata sul filo sottile e pericoloso tra verità e finzione, è la partita perfetta per una doppia prova d’attore di tesa intensità. Un gioco di crudele intelligenza che rivela una società dove ogni parola è mossa da calcolo, che i due interpreti conducono con una prova d’attore generosa e convincente.

(Simona Spaventa – LA REPUBBLICA)

 

«Un’arena dove ogni colpo è concesso. Un gioco di sopraffazione dove la violenza dell’attrazione diventa furia dei sensi, oppure amore, per poi sfuggire di nuovo per tornare ad essere pura menzogna». I due protagonisti sono il perfetto simbolo della perfidia. L’ eterno gioco dell’ essere e dell’ apparire, una raffinata apologia della menzogna destinata a fallire

(Livia Grossi – CORRIERE DELLA SERA)

Una riflessione sui media, sulla verità e sulla fama scandita come una partita a scacchi, giocata con umorismo e tensione sensuale fino al sorprendente epilogo.

(Caterina Costantini – CORRIERE DELLA SERA)

 

Uno spettacolo secco, emozionante, costruito sull’ insanabile conflitto tra essere e apparire.

(Sara Chiappori – LA REPUBBLICA)

 

Il risultato è una partitura emotiva che sembra scritta a strattoni su un pentagramma impazzito, una serrata dialettica tra due intelligenze feroci e indifese, che procede per smascheramento e falsificazione.

La verità sfugge, provvisoria o millantata, e l’intimità è estorta, così come i ricordi di ferite passate, come le confessioni di colpe non ancora espiate. Tutto è permesso, purchè diventi per entrambi strumento di tortura di un rapporto sado-maso di cui nemmeno alla fine si avrà piena coscienza. Molto bravi i due interpreti, e molto opportuna la regia, sobria e funzionale, capace di giocare con tutte le occasioni che il testo può offrire.

(Alessandra Bernocco – EUROPA.IT QUOTIDIANO)

 

Reggere il palco in duetto e con quella intensità, sul tema delle relazioni, della vita, della morte, della pace e conflitto con se stessi, dell’amore e della malattia, non era facile; ma grazie all’accuratezza delle due interpretazioni di Graziano Piazza (regista anche) e Viola Graziosi, e una qualità scenografica di tutto rispetto, la sceneggiatura di Theodor Holfman basato sul film Interview di Theo Van Gogh (assassinato da un terrorista) ha volato per l’intera durata dello spettacolo, in una continua successione di climax e di anti-climax.

(Federico Armeni – LIVECITY .IT)

 

Un’opera che rimarrà impressa a lungo nella mente dello spettatore grazie anche a un’impeccabile interpretazione dei due protagonisti Graziano Piazza e Viola Graziosi che con i loro gesti, i loro sguardi, i loro movimenti frenetici hanno saputo mettere in scena alla perfezione l’ambiguità dei loro personaggi.

(Giuseppina Genovese – FUORI LE MURA)

 

Intervista è un’opera dal pathos forte: prende lo spettatore per mano e lo conduce fra i meccanismi quasi perversi che s’innescano fra i due personaggi, mantenendone sempre viva l’attenzione.(…)

(Simona Ventura – PERSINSALA.IT)

 

Un testo di grande ritmo il cui pregio maggiore risulta essere il perfetto equilibrio tra realtà e finzione.

(Enrica Rosso – MOBY DICK)

 

 

Note biografiche

 

Graziano Piazza  Attore e regista prevalentemente teatrale, ha lavorato sempre in ruoli primari con grandi registi della scena nazionale e internazionale come Peter Stein, Luca Ronconi, Benno Besson, Anatoli Vassiliev, Federico Tiezzi, Massimo Castri, Cesare Lievi, Antonio Calenda, Nanni Garella, Giancarlo Nanni, Piero Maccarinelli, Giancarlo Sepe, Mario Missiroli…alternando spettacoli classici a una ricerca personale attraverso personaggi dalla forte connotazione sociale (come nel monologo Schifo di R Shneider). Ricerca anche musicale lavorando in diversi melologhi con musicisti del calibro di Michele Campanella, Salvatore Sciarrino, Fabio Vacchi. Protagonista delle scene del Teatro antico di Siracusa o Epidauro (Grecia), pone la sua necessità artistica anche in luoghi non prettamente teatrali, come nei Demoni di Peter Stein o in Infinities di Luca Ronconi.

Come regista s’interessa principalmente alla drammaturgia contemporanea mettendo in scena autori come J. Cox (Il desiderio di conoscere), Copì (La donna seduta), e ultimamente l’Intervista di Theo Van Gogh. Per il Ravenna Festival cura la regia di Gerusalemme perduta dai testi di P. Rumiz, con musiche di S. Karlic, anche in scena al Piccolo Teatro di Milano. Partecipa a vari film e fiction televisive.

 

 

Viola Graziosi  Figlia d’arte nata a Roma e cresciuta in Tunisia, fin dai primi anni di vita manifesta la sua passione per il teatro. Debutta a 16 anni in una commedia di Turgueniev. A 17 anni è Ofelia nell’Amleto di Shakespeare con la regia di Carlo Cecchi. Con lui partecipa al progetto Trilogia Shakespeariana che gira in tutta Europa. Bilingue francese si diploma al Conservatoire National d’Art Dramatique di Parigi e fa parte del Jeune Théâtre National. A cavallo tra Francia e Italia, è diretta da registi molto diversi tra loro come Alain Françon, Marcel Maréchal, Hélène Vincent, Joel Jouanneau, Piero Maccarinelli, Giorgio Ferrara, Consuelo Barilari, Franco Però, Cristina Comencini… Ama alternare teatro classico e contemporaneo. Recentemente è una delle coprotagoniste de I Pilastri della società, regia di Gabriele Lavia.

Nel cinema esordisce con Le parole di mio padre di F. Comencini, selezionato al Festival di Cannes. Prende parte a varie fiction televisive. E’ una delle protagoniste di Report 51, film di A. Liguori girato in lingua inglese e attualmente in distribuzione negli Usa. E’ laureata in studi teatrali alla Sorbona.

 

 

Theodor Holman è un giornalista, sceneggiatore e presentatore olandese. Ha studiato lingua olandese e Storia presso l’Università di Amsterdam. E’ stato redattore del giornale satirico studentesco Propria Cures.

 

Intervista è un adattamento teatrale dell’omonimo film di Theo Van Gogh girato in Olanda nel 2003, che vedeva come protagonisti gli attori Katja Shuurman e Pierre Bokma, da cui sono tratti i nomi dei protagonisti della vicenda.

Theo Van Gogh (1957-2004) è stato un regista, attore, produttore televisivo, sceneggiatore, conduttore televisivo, pubblicista, scrittore, cineasta e attivista olandese. Discendente dal fratello del celebre pittore Vincent Van Gogh, fu assassinato da un estremista islamico come ritorsione contro alcune immagini mostrate nel suo cortometraggio Submission. Frequentò la facoltà di legge dalla quale uscì per lavorare nel mondo del cinema e soddisfare la sua grande passione: creare e dirigere film. Era ritenuto persona tollerante nei rapporti individuali ma nei suoi articoli attaccava duramente politici, giornalisti, e tutti coloro che facessero “parte del sistema”. In conseguenza di ciò fu licenziato più volte dai giornali per i quali lavorava, e fu infine costretto a scrivere solo sul suo sito chiamato “De Gesonde Roker” (“Il fumatore in salute”). Era un uomo di sinistra come da tradizione politica della sua famiglia, amico di Pim Fortuyn, anche lui impegnato contro l’islamismo e assassinato nel 2002. In seguito alla morte di Fortyn si avvicinò politicamente a Ayaan Hirsi Ali, un’olandese di origini somale che si batte per l’emancipazione femminile nell’islam, con cui scrisse la sceneggiatura del cortometraggio Submission.

 

 

 

 

 11/03/2016

PICCOLO TEATRO DEGLI INSTABILI – Via Metastasio 18, Assisi (PG)

Tel. 333 7853003 – 335 8341092 – info@teatroinstabili.com – www.teatroinstabili.com

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