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Fausto Gentili di SEL: "Umbria, svolta necessaria. Il rischio declino."

Lintervento L’intervento del segretario regionale della Cgil Mario Bravi (pubblicato


Fausto Gentili

Lintervento
L’intervento del segretario regionale della Cgil Mario Bravi (pubblicato da Il Messaggero lo scorso 14 gennaio) solleva problemi di tale rilievo che è davvero sorprendente che nessuno, a tutt’oggi, abbia voluto replicare.
Innanzitutto  Bravi segnala la necessità di dire la verità su “le condizioni materiali, i dati nudi e crudi”. Dati che parlano di un concreto rischio di declino, che investe in primo luogo il sistema produttivo e di riflesso il profilo democratico dell’Umbria, la sua qualità sociale, e, in due parole, il suo futuro, cioè il nostro.
L’accorpamento
Detto in altri termini, rischiamo di tornare ad essere quello che eravamo fino a quaranta o cinquant’anni fa, Un territorio più povero o arretrato di quelli confinanti, attraversato da grandi disuguaglianze sociali e territoriali, senza identità e senza peso nella vicenda nazionale italiana. Anche la superficialità fatalistica con cui viene ormai trattato il tema dell’accorpamento delle regioni, dando per scontato il “superamento” dell’Umbria e dividendosi tra “toscani”, “laziali” e “marchigiani” segnala la mancanza di una riflessione di fondo del regionalismo.
Il regionalismo
Su ciò che ha dato all’Umbria (che cosa saremmo se, in questi quarantacinque anni, non ci fosse stata una voce autonoma dell’Umbria ai vari tavoli nazionali, a discutere delle crisi aziendali, dei fondi europei, della spesa sanitaria ?) e sulle ragione della sua attuale crisi, che può dipendere da tante cose diverse. Dal succedere di episodi di malcostume al perdurare di privilegi ingiustificati; dalla debolezza delle classi dirigenti locali; dal neocentralismo che caratterizza da anni tutte le riforme istituzionali; dal taglio della spesa pubblica; dal tratto autoritario che accompagna le politiche liberiste e sposta i centri di decisione sempre più lontani dai cittadini. Insomma tante cause diverse che dunque richiederebbero rimedi diversi.
L’alternativa
“Cancellare questa storia o rilanciare”, organizzando ” una risposta all’altezza della situazione”, è l’alternativa che Bravi, correttamente, propone, alla discussione politica.
Le conseguenze
Ne discendono però tre conseguenze per l’immediato: prima di tutto, il tema centrale su cui dobbiamo misurarci è quello del lavoro: la capacità di dare lavoro a chi non ce l’ha e di garantire i diritti di chi lavora. In secondo luogo, il cambiamento deve investire l’insieme della società umbra e incidere in profondità su conservatorismi, sprechi, rendite e cattive abitudini ovunque essi si annidino.
Più rigore
Se cè da cambiare strada, questo necessario bagno di creatività e di rigore riguarda le istituzioni, i partiti, la pubblica amministrazione, ma anche – a maggiore ragione – le imprese, il credito, l’Università, l’informazione. Infine, è chiaro che una svolta di tale portata non può che partire dalle istituzioni e in primo luogo – visto l’approssimarsi delle elezioni regionali – dalle forze politiche che si candidano a guidare la Regione.
Parole più chiare
Anche per questo risulta davvero sorprendente la sproporzione tra l’abbondanza del pettegolezzo politico che impazza e la povertà della riflessione pubblica su problemi e programmi.
Per quanto ci riguarda noi di Sinistra Ecologia Libertà, che pure non abbiamo avuto responsabilità di governo negli scorsi anni, proveremo a dire la nostra nella Conferenza di programma del prossimo 21 febbraio. Ma certo sarebbe tempo che anche altri – che hanno ben altri ruoli e ben altro potere – cominciassero a dire qualche parola più chiara. Aiutandoci a capire se anche a loro una svolta profonda appare, come a noi, urgente e necessaria.
22/01/2015
Fausto Gentili,
coordinatore regionale Umbria Sinistra Ecologia Libertà

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