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18 e 20 maggio iniziative società culturale Fortini.

Il doping è un male antico, era già praticato in Cina 3.000 anni A.C. ma venne praticato

Il doping è un male antico, era già praticato in Cina 3.000 anni A.C. ma venne praticato anche in Grecia durante le Olimpiadi e nell’antica Roma dove i cavalli del circo e i soldati venivano “aiutati” con l’idromele.

Oggi è giudicato fenomeno, esteso a tutti gli sport e in tutti i continenti,  doppiamente immorale:

-dal punto di vista medico, perché praticato su soggetti sani e quindi

non giustificato da esigenze terapeutiche ma con effetti nocivi

dal punto di vista sportivo, perché rappresenta la più evidente violazione dei principi fondamentali dello sport  che è la lealtà ed il rispetto delle regole

Il doping “moderno” dilaga nel mondo delle corse dei cavalli  tra la seconda metà dell’800 e l’inizio del‘900. Accanto all’esplosione del doping negli ippodromi  comincia con “criteri moderni”  la pratica di usare farmaci che migliorano  le capacità motorie degli atleti. I primi sport ad essere incriminati sono il ciclismo la maratona  e la boxe. Da allora il doping è paragonato ad un iceberg dove è minima la parte che emerge rispetto alla massa invisibile. Il paradosso è che il doping è sempre in vantaggio sull’antidoping, semplicemente perché con il primo ci si guadagna, mentre l’antidoping è solo un costo. L’ultima aberrazione, il doping genetico, sperimentato in Germania nel 2006, per incrementare la massa muscolare, aumentare il trasporto di ossigeno e alzare la soglia del dolore. Oggi questa “patologia dello sport” è in continua evoluzione, i farmaci dopanti muovono un grosso giro d’affari e la criminalità organizzata opera attraverso il web dove ci sono 40.000 farmacie on-line aperte a tutti. Le cifre in gioco: un  giro d’affari di 200 miliardi di € l’anno.

Oggi è una “patologia dello sport”  in continua evoluzione.

(estratto delle riflessioni del Dott. Rondoni)

 

10/05/2018

Francesco Venturi

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